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Le spedizioni in bici estreme stanno diventando sempre più accessibili grazie a enti come la TDA Global Cycling, che organizzano tour estremi per i ciclisti di tutto il mondo. Ma forse è proprio qualche spedizione estrema del passato ad aver ispirato il tuo viaggio. Ecco, ad esempio, sei fonti di ispirazione degne di nota.

1897: I “Buffalo Soldiers” afroamericani e la loro spedizione da 3058 km

Appena le biciclette iniziarono a diffondersi in America del Nord e in Europa, venne istituito il 25º Corpo d’infanteria delle biciclette degli Stati Uniti a Fort Missoula, nel Montana. Il reggimento era composto da militari afroamericani, conosciuti all’epoca come “Buffalo Soldiers”. Nel 1897 organizzarono una spedizione per testare l’utilità delle biciclette per i militari nelle zone di montagna, spostandosi per il tutto paese da Fort Missoula a St. Louis, Missouri, un viaggio di 3058 km in 34 giorni. Questa avventura diventa ancora più impressionante se pensiamo alla semplicità delle biciclette utilizzate, alla viabilità e alle condizioni delle strade e dei sentieri dell’epoca.

Tommy Godwin, il detentore del record mondiale di endurance per la distanza dal 1939 al 2015

Tommy Godwin è stato il detentore del record mondiale di endurance per la distanza per decenni, dal 1939 al 2015, anno in cui Kurt Searvogel ha battuto un nuovo record. Percorse 120.805 km in un anno, circa 330 km al giorno, su una bicicletta che pesava più di 14 kg. Non solo non abbandonò la sua dieta vegetariana, ma continuò a correre per tutta l’Inghilterra nonostante gli oscuramenti del periodo bellico dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ma non si fermò lì: nonostante avesse già battuto il record continuò a correre, per poi vincere anche il record dei 160.000 km dopo un totale di 500 giorni.

1995-1996: Il viaggio di Göran Kropp da Stoccolma al monte Everest

Il 16 ottobre 1995, Göran Kropp partì da Stoccolma con 108 kg tra attrezzature e cibo, e percorse 13.000 km fino al campo base del monte Everest. Arrivò nel mese di aprile del 1996, e il 23 maggio risalì con successo la montagna senza bombole di ossigeno, trasportando la sua tenda e tutte le provviste da solo. Come se non bastasse, ripartì in sella verso la via di casa a Stoccolma, con tutte le scorte del viaggio.

2001-2005: Alastair Humphreys e il giro del mondo in 4 anni

Nell’agosto del 2001, Alastair Humphreys iniziò il suo viaggio partendo da casa sua nello Yorkshire, in Inghilterra. L’avventura lo portò a girare l’Europa e l’Africa, per poi ripartire in nave da Città del Capo all’America del Sud. Da lì percorse in bicicletta tutta la costa occidentale delle Americhe fino all’Alaska, dove attraversò lo stretto per raggiungere Magadan, in Russia. Passò per il Giappone, la Cina e l’Asia centrale, e tornò infine in Europa nel mese di novembre del 2005. Viaggiò per quattro anni e tre mesi in 60 paesi dei cinque continenti, per un totale di 74.030 km.

2008-2011: Nancy Sathre-Vogel e il viaggio con la famiglia attraverso le Americhe

Nel 2008 Nancy Sathre-Vogel, John Vogel e i loro bambini di 10 anni, Daryl e Davy, iniziarono il loro viaggio per le Americhe da Prudhoe Bay. Attraversarono in bicicletta quindici paesi, studiando il programma scolastico durante il percorso. Il 21 marzo del 2011 raggiunsero il punto più a sud dell’America Latina, Ushuaïa, in Argentina. La famiglia viaggiò per un totale di 27.842 km.

2013: Maria Leijerstam, la prima persona al mondo ad attraversare il Polo Sud in bici

Il 17 dicembre del 2013, Maria Leijerstam iniziò il suo viaggio in bicicletta dalla Barriera di Ross, al limite dell’Antartide, fino al Polo Sud, con un mezzo di trasporto a tre ruote reclinabile costruito appositamente per la spedizione. Seguì la trasversale del Polo Sud, con una ripida salita sui Monti Transartartici, fino a un’altitudine massima di 2941 m. Dopo un viaggio di 10 giorni, 14 ore e 56 minuti, giunse infine al Polo Sud. Divenne la detentrice del Guinnes dei Primati come la “prima persona al mondo ad arrivare fino al Polo Sud in bicicletta”. Stabilì anche un nuovo record per la “traversata più veloce dalla costa al polo con l’ausilio della sola forza umana”.

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