I ciclisti corrono, i tifosi creano l’atmosfera, ma senza un massiccio corteo di automobili di supporto, il Tour de France finirebbe nel caos. Incidenti imprevisti, disidratazione, necessità di cure mediche e di rifornimento energetico: tutti inghippi che vengono risolti facilmente grazie ad auto ammiraglie a supporto delle squadre. Le auto ŠKODA, adibite a questo scopo, con la loro gamma di colori, non passano certamente inosservate in mezzo al tumulto di persone presenti. Non solo costituiscono la maggior parte della flotta, ma dal 2004, anno in cui è iniziata la sponsorizzazione di ŠKODA, hanno letteralmente percorso milioni di chilometri senza mai cedere.

Facciamo dunque luce sulla gerarchia delle auto di gara.

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L’auto rossa del direttore di gara

Nessun fan sfegatato del Tour può confondere il suo colore rosso acceso; SUPERB, l’ammiraglia ŠKODA, ha subito una serie di modifiche speciali per diventare un vero e proprio quartier generale su quattro ruote. Christian Prudhomme, il direttore del Tour, è solito chiamarla la “sua casa” per l’intera durata della corsa, e come tale è stata attrezzata. La carrozzeria esterna presenta adesivi creati su misura, supporti su tetto e cofano e un tettuccio apribile su misura dal quale il direttore Prudhomme saluta i fan e i corridori e, soprattutto, dà inizio ad ogni tappa della gara sventolando la bandiera al “chilometro zero”.

Un onore, questo, di cui possono usufruire a volte anche gli ospiti più illustri, sorseggiando champagne ghiacciato che proviene direttamente da un frigorifero integrato nella vettura e servito in flute posizionati su supporti speciali.

Ma soprattutto, la Red Car vanta un sistema di comunicazione speciale che il direttore di gara utilizza per avere sotto controllo ogni aspetto della gara durante lo svolgimento di ciascuna fase.

Mavic, la flotta gialla di supporto

In una gara così imponente ci sono una miriade di possibilità di guasti meccanici o incidenti, ed è proprio in questi casi che la flotta gialla arriva in soccorso. Grazie ad un grandioso lavoro di verniciatura e ai grandi adesivi MAVIC che le fanno risaltare immediatamente, ogni corridore può riconoscere subito questi laboratori su strada. Solitamente OCTAVIA e SUPERB sono equipaggiate con ruote di scorta, catene e pedivelle, così come cibo, bevande, impermeabili e kit di attrezzi completi per i corridori, per momenti in cui il tempo peggiora. Il tetto delle auto può portare fino a otto bici assemblate. Le auto gialle MAVIC forniscono supporto e consulenza qualora le auto delle singole squadre siano troppo lontane dai propri corridori, ad esempio nel caso in cui la tappa si allunghi o quando queste siano impegnate altrove.

Chris Froome is given a bike after crashing during the 12th stage of the 2016 Tour de France.

Auto scelte dal Team

Oltre ai mezzi di supporto neutro MAVIC, a seguire il gruppo di ciclisti ci sono altre due auto per ogni team. La disposizione di queste vetture durante la gara è legata alla posizione in classifica del corridore leader di ogni squadra. Quasi tutti i piloti (anche quelli MAVIC) sono ex ciclisti professionisti, questo spiega la loro naturale comprensione di quanto sia complesso e intricato muoversi in mezzo alla folla su due ruote. Raggiungere un corridore in difficoltà non è semplice e solo riuscendo a capire le dinamiche del gruppo si può arrivare in tempo. In questi casi, ogni secondo è importante, sia per fornire un aiuto in caso di infortunio che per ragioni di punti di classifica generali.

La Red Car del direttore di gara mantiene sotto controllo gli spostamenti e le posizioni di entrambe le tipologie di auto (MAVIC e le auto dei team) mediante il sistema di comunicazione integrato citato poco fa. La comunicazione tra le auto è fondamentale poiché, in caso di rotture o incidenti, è indispensabile intervenire tempestivamente permettendo alle auto di supporto di rompere le fila o muoversi indisturbati in mezzo alla gara a seconda delle necessità.

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