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I risultati deli ultimi studi accademici mostrano chiaramente che i ciclisti maschi non subiscono impatti sulle funzionalità sessuali e urinarie maggiori rispetto ai non-ciclisti.

Bisogna però ammettere che i ciclisti hanno maggiori probabilità di intorpidimento perineale, a prescindere dal tipo di sellino utilizzato. Nel complesso, tuttavia, i ricercatori sono giunti alla conclusione che i benefici cardiovascolari dell’esercizio fisico superano qualsiasi inconveniente teorico del ciclismo.

I ricercatori hanno anche condotto uno studio sulle donne che vanno in bici regolarmente, con risultati molto simili. Non ci sono differenze significative tra i sintomi riguardanti le vie urinarie tra chi utilizza la bicicletta e chi no. L’unico aspetto negativo è la possibilità di aumentare il rischio di infezioni del tratto urinario.

Cicliste durante la corsa su strada femminile alle Olimpiadi di Londra 2012.

Con la crescita della popolarità del ciclismo, sia come hobby sia come sport professionistico, è importante che il pubblico sappia che non esiste alcun legame credibile con malattie urologiche o disfunzioni sessuali. Uomini e donne, andando in bicicletta, possono trarre beneficio dall’esercizio cardiovascolare senza preoccuparsi degli effetti collaterali negativi”, ha affermato il dottor Kevin McVary, professore di urologia e presidente della Southern of Medicine University dell’Illinois.

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