Il più grande studio sulla sicurezza stradale finora pubblicato sul Journal of Transport & Health rileva che una più ampia infrastruttura per le bici rende le città più sicure per tutti, non solo per chi pedala. I ricercatori hanno proposto di cambiare la vecchia strategia per aumentare il numero di ciclisti, concentrandosi di più sulla realizzazione di infrastrutture innovative studiate appositamente per loro.

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I ricercatori dell’Università del Colorado, a Denver, e dell’Università del New Mexico hanno esaminato i dati raccolti in un periodo di tredici anni in dodici grandi città degli Stati Uniti con un elevato numero di ciclisti (tra le quali Oklahoma City, Memphis, Kansas City, Dallas, Houston, Austin, Chicago, Denver, Seattle, San Francisco, Minneapolis e Portland) e indagato su oltre 17.000 infortuni mortali e 77.000 ferimenti gravi.

Durante quel periodo, gli USA hanno visto incrementare del 51% il numero delle persone che raggiungono il posto di lavoro in bicicletta e, a partire dal 2009, il numero di piste ciclabili con viabilità protetta è raddoppiato ogni anno.

© Profimedia, Panthermedia

Le città con più ciclisti sono le più sicure

Lo studio ha rivelato che le infrastrutture per le due ruote agiscono come meccanismo “calmante” sul traffico, rallentando la velocità delle automobili e riducendo gli incidenti mortali. Tra il 1990 e il 2010, la quantità di biciclette a Portland è passata dal 1,2% al 6% e, nello stesso periodo, il tasso di mortalità sulle strade si è abbassato del 75%. Grazie all’aumento delle piste ciclabili protette dall’asse stradale, gli incidenti mortali sono diminuiti del 60% a Seattle, del 49,3% a San Francisco, del 40,3% a Denver e del 38,2% a Chicago.

“Andare in bicicletta sembra essere già di per sé pericoloso”, ha affermato uno dei due autori dello studio, Wesley Marshall, PhD, PE, assistant professor al College of Engineering, Design and Computing dell’Università di Denver. “Quindi viene da pensare che una città con molti ciclisti sia essa stessa più pericolosa, ma è invece vero il contrario. Costruire strutture protette per chi pedala si è rivelato uno dei fattori principali per la sicurezza stradale di tutti.”

Porre l’attenzione sulle infrastrutture dedicate alle bici è la chiave del successo

Inizialmente si è creduto che un aumento dei ciclisti avrebbe spinto l’idea che l’unione fa la forza e avrebbe aumentato le probabilità che gli automobilisti rallentassero e prestassero maggiore attenzione all’ambiente circostante. Questo studio ha dimostrato che non è il numero di ciclisti ma piuttosto sono i servizi costruiti per loro, come piste ciclabili separate e protette dall’asse stradale, a fare la differenza. La ricerca ha rivelato che la presenza di un’infrastruttura ciclistica è significativamente connessa ad un minor numero di vittime e a maggior sicurezza stradale.

Il co-autore dello studio, Nicholas Ferenchak, PhD, assistant professor al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università del New Mexico, si augura che questa ricerca semplifichi il modo in cui le città si sviluppano. Ha sostenuto che: “Quando pensavamo fosse il vecchio concetto di unione-fa-la-forza a fare la differenza, in realtà dovevamo capire come convincere più persone che usano la bicicletta a rendere le città più sicure. Non è una cosa semplice, ma questa ricerca ha ridimensionato i piani urbanistici: create strutture per i ciclisti e vedrete i risultati”

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