Il principale punto aperto della Vuelta di Spagna, che ha preso il via il 25 agosto, riguarda proprio i possibili vincitori. Infatti gli atleti ad essersi aggiudicati il Giro d’Italia e il Tour de France di quest’anno, rispettivamente Chris Froome e Geraint Thomas, entrambi del Team Sky, non partecipano alla gara spagnola. Il quadro che ne risulta è piuttosto aperto, con una mezza dozzina di ciclisti impegnati nei 3.254,7 km di gara che potrebbero interrompere il ciclo di vittorie del Team Sky.

Uno dei favoriti è Richie Porte, ex Team Sky, che si è rivelato fondamentale per le vittorie nel Tour de France di Bradley Wiggins nel 2012 e di Froome nel 2013 e nel 2015. Il 33enne australiano attualmente corre per il team statunitense BMC Racing, segnalato come papabile vincitore dell’ultimo Tour de France fino all’incidente nella nona tappa che gli ha provocato la rottura della clavicola.

Alberto Contador sull’Angliru Hill durante la ventesima tappa della Vuelta in Spagna. 9 Settembre, 2017. © Profimedia, Alamy

Porte ha dichiarato che a causa dell’infortunio non potrà affrontare la Vuelta con la stessa forma fisica con la quale si era presentato al Tour e che quindi sfrutterà il Grande Giro come un’occasione per allenarsi in vista dell’UCI World Championship che si terrà in settembre a Innsbruck. “Cercherò di affrontare la Vuelta giorno per giorno. È difficile fare previsioni”, si legge in una dichiarazione di squadra.

Questo lascia spazio al precedente quartetto di vincitori della Vuelta – Fabio Aru, Nairo Quintana, Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde – di conquistare la maglia rossa e portarla fino alla fine. Il 38enne Valverde si è lasciato alle spalle la sua miglior forma fisica, ciononostante potrebbe risultare un supporto fondamentale per il compagno Quintana, che si aggiudicò la Vuelta nel 2016. Il 28enne colombiano ha condotto un Tour de France non proprio positivo, conclusosi con il decimo posto dopo un’uscita di pista. Proprio per questo potrebbe dimostrarsi ancor più motivato a vincere la gara spagnola, potendo confidare sul supporto di un team molto forte.

Vincenzo Nibali durante la 105esima edizione del Tour de France 2018, Tappa 12, Bourg Saint Maurice Les Arcs – Alpe d’Huez (175 km) © Profimedia, AFP

L’italiano Nibali vinse la Vuelta nel 2010 oltre ad aggiudicarsi per ben due volte il Giro d’Italia e il Tour de France: presenta pertanto il pedigree giusto per vincere il Grande Giro. A ostacolare il ciclista italiano, la frattura di una vertebra riportata durante il Tour. Per tale motivo, Nibali ha cautamente dichiarato che punta ad aggiudicarsi una o due tappe della Vuelta. Lavorerà per supportare il leader della sua squadra Bahrain-Merida, il 29enne spagnolo Ion Izaguirre, che si è già aggiudicato in passato diverse tappe della Vuelta e potrebbe quindi rivelarsi una sorpresa.

Chi non sta passando una periodo positivo è l’italiano Aru dell’UAE Team Emirates, costretto al ritiro del Giro d’Italia alla diciannovesima tappa. Il vincitore dell’edizione 2015 della Vuelta non ha però gareggiato nell’ultimo Tour de France, potrebbe quindi arrivare piuttosto fresco in Spagna. “Dagli insuccessi si possono apprendere importanti insegnamenti”, si legge su cyclingnews.com, “e tutto ciò mi dà una grande motivazione. Tatticamente la Vuelta è aperta”.

Tom Dumoulin, vincitore del Giro d’Italia 2018 Chris Froome e Miguel Angel Lopez a Rome, ITALIA © Profimedia, Uppa entertainment

Da tenere sotto osservazione il 24enne colombiano Miguel Ángel López, il quale si è aggiudicato due tappe della Vuelta 2017 e si è classificato terzo nel Giro d’Italia, così come nel Tour of the Alps. Anche lui non ha preso parte alla Grande Boucle di quest’anno. Potrebbe essere il team Astana la vera rivelazione dell’edizione 2018 della Vuelta.

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