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Richard Gaspi Gasperotti, ambasciatore di We Love Cycling, porta avanti il suo progetto a lungo termine, Zam, mettendosi in viaggio per esplorare un altro paese straniero. Questa volta ha scelto Taiwan. Ecco quello che ci scrive dall’isola.

Siamo arrivati a Taiwan pieni di aspettative. È un territorio che possiede l’industria ciclistica più sviluppata e avanzata al mondo, ma è anche un’isola di cui pochi sono a conoscenza. Direttamente dalla capitale Taipei, abbiamo preso una navetta per Taichung, la terza città più grande dell’isola. Per girare il paese, abbiamo preso in prestito una macchina dall’azienda FUNN. I ragazzi di FUNN mi seguono e mi supportano da molto tempo, e questa volta mi hanno dato una grande mano nella loro terra natale.

I primi due giorni abbiamo trascorso gran parte del tempo con i ciclisti del posto, seguendo i loro percorsi segreti. Ho mostrato loro qualche numero con la mia bici e ci siamo divertiti un mondo.

L’idea alla base di Zam è semplice: trovare posti nuovi per girare in bicicletta, ovunque si vada. Implica molto lavoro preliminare con  Google  Maps e  Google Earth,  tanti contatti  Facebook  e tanti messaggi, e ovviamente tanta fortuna.

Al Kenting National Park, nella punta meridionale dell’isola, il vento era fortissimo. Le onde si infrangevano con violenza sugli scogli e nell’aria volava acqua salata.

Rispetto ai paesi alpini come l’Austria o la Francia, sono rari i percorsi ciclabili nella giungla. Ci vuole molto tempo per trovare piste adatte anche per mountain bike, ma ne è valsa la pena: pedalare sotto palme e caspi di banana è uno spettacolo unico.

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