In amore e in guerra tutto è lecito, recita il detto. Non c’è dunque da stupirsi se durante i conflitti armati furono usate anche le biciclette , specialmente dopo essere state dotate di pneumatici e telai solidi.
I primi a farne uso, alla fine del XIX secolo, furono messaggeri e ricognitori, che potevano così spostarsi più velocemente che a piedi. Un fattore decisivo fu la presenza di una buona rete stradale, come era quella Europea.

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Nel 1886, l’esercito francese fondò numerose unità belliche con lo scopo di creare biciclette pieghevoli, in grado di essere portate in spalla su terreni dissestati. All’alba del nuovo secolo, in Francia, ogni battaglione di fanteria e di cosiddetti chasseur, o cacciatori, aveva il proprio distaccamento di ciclisti che, oltre ad effettuare ricognizioni e consegne, venivano impiegati anche in schermaglie con il nemico. Presto sostituirono le truppe a cavallo perché le bici erano più economiche, non avevano bisogno di addestramento e non nitrivano quando erano affamate.

© akg-images / AKG / Profimedia

Prima della Prima Guerra Mondiale, le biciclette erano già utilizzate dalle forze armate in Gran Bretagna, Francia, Italia, Belgio e Russia. Il primo caso noto dell’uso delle biciclette in combattimento vero e proprio ebbe luogo durante la spedizione di Jameson (un’operazione militare fallita condotta da uno statista britannico delle colonie e dalle sue truppe contro la Repubblica Sudafricana alla fine del 1895) in cui i ciclisti furono usati come messaggeri. Oppure anche durante la seconda guerra boera (1899-1902), i ciclisti militari furono impiegati sia come messaggeri che come esploratori. Ma le unità di fanteria in sella, di entrambe le fazioni, organizzarono anche assalti, come i boeri della Theron’s Reconnaissance Corps descritti dal comandante Lord Roberts come “La più pungente spina nel fianco dell’avanzata britannica”.

Durante la Prima Guerra Mondiale ogni esercito combattente era dotato di fanteria, esploratori, messaggeri e soccorritori, tutti in bicicletta. All’inizio della guerra, ogni battaglione della fanteria leggera tedesca Jäger aveva la propria compagnia di biciclette, e furono così utili che ne vennero create delle altre nel corso del conflitto. Alla fine, alcune di queste vennero raggruppate in battaglioni. L’esercito britannico creò due intere divisioni, la Prima e Seconda Divisione Biciclette, fondendo le proprie compagnie di ciclisti con le brigate dismesse di soldati a cavallo.

L’Occupazione giapponese dell’Indocina francese nel settembre 1940. © Pictures From History / AKG / Profimedia

La bicicletta divenne una delle principali armi durante un conflitto nel 1937, quando il Giappone usò truppe di circa 50.000 bici nel corso dell’invasione della Cina. Poi, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, i soldati in bicicletta furono determinanti nella marcia giapponese attraverso la Malesia, per arrivare ad occupare Singapore. Il punto forte delle bici, era essere un mezzo silenzioso e flessibile per migliaia di soldati, che per questo se ne servirono anche per cogliere di sorpresa le unità di difesa. Inoltre consentivano al Giappone di risparmiare petrolio, dal momento in cui non erano necessari camion o navi per il trasporto dei soldati.
I giapponesi avevano appreso dai report dei servizi segreti che in Malesia c’erano bici in abbondanza e quindi non era necessario portarne di proprie: i soldati le requisivano direttamente a civili e negozi.

In sella alle bici, i giapponesi potevano inoltre spostarsi più rapidamente rispetto alle truppe Alleate in fase di ritirata, perciò, attraversando strade di campagna, sentieri e ponti improvvisati, spesso coglievano il nemico di sorpresa, bloccandone la fuga o attaccandolo alle spalle.

Swedish m/42 bicycle

Anche gli eserciti di Finlandia, Svezia, Polonia e Germania usarono molto le bici durante la guerra. Le sei divisioni di fanteria svedesi erano dotate di bici militari prodotte a livello nazionale, la più importante delle quali era la m/42, una roadster a velocità singola.
Dopo la guerra, queste biciclette continuarono ad essere usate nell’esercito fino al 1970, quando furono liquidate. Divennero presto popolari tra gli studenti svedesi, che spinsero una nuova impresa, nel 1997, la Kronan, a produrre delle versioni più moderne della m/42.

L’esercito statunitense non usò molto le bici durante la guerra, eccezion fatta per quelle pieghevoli fornite a paracadutisti e messaggeri. Queste bivi venivano anche lanciate dagli aeroplani per raggiungere velocemente le truppe dietro le linee nemiche, dando così origine al termine “bomber bikes”.

Treno di rifornimento Viet Cong. © Pictures From History / AKG / Profimedia

Sebbene le biciclette siano state sostituite dai mezzi motorizzati dopo la Seconda Guerra Mondiale, furono molto importanti per Viet Cong ed esercito Nord Vietnamita, che le usarono per trasportare provviste lungo il sentiero di Ho Chi Minh, durante la Guerra del Vietnam.
Tuttavia, poiché erano spesso caricate con scorte di riso fino a 180 Kg, potevano essere portate solamente a mano. Queste “bici cargo” vietnamite venivano spesso potenziate in officine sparse in mezzo alla giungla, per permettere loro di portare carichi molto pesanti su ogni tipo di terreno.

Oggi, le bici non vengono più usate in caso di conflitto, a meno che non si consideri l’uso che ne fa la polizia per gestire proteste di piazza e combattere il crimine.

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