“Mi piacerebbe davvero tanto ma, sai com’è, tra il tempo che dedico al lavoro e i week-end con famiglia e figli… ho troppe cose da fare. E poi ci ho provato, però non ho abbastanza fiato. Magari comincio domani.” Quante scuse inventiamo per rimandare il momento di montare in sella? Ma qual è il vero motivo per cui non cogliamo le svariate opportunità di muoverci che ci si presentano ogni giorno? “La mancanza di tempo”, dite? Invece no, il motivo è la pigrizia! Il fatto è che, dopo una giornata intensa di lavoro e impegni, è normale che il binomio serale doccia-divano diventi il miraggio che dà significato all’intera giornata. Una volta varcata la soglia di casa, sembra che le residue energie del nostro corpo scivolino inesorabilmente lontane da noi, impossibili da riacciuffare se non dopo dodici ore di relax ristoratore. Ma soffermandovi a leggere le prossime righe, potrete convincervi che forse, anche se siete tra i più sedentari “Re e Regine di telecomandi”, dentro di voi si nasconde un animo che sogna due ruote ed una sella. Si tratta solo di iniziare a pedalare.

Per la maggior parte dei ciclisti principianti, i primi cento chilometri sembrano un limite irraggiungibile. Ma cosa serve per passare dalla community del divano ad una community di ciclisti?

Condividi:

Motivazione ed incoraggiamento

Dietro ogni decisione dovrebbe sempre esserci una buona motivazione. Non importa se è perché non vi sentite in forma o perché avete appena conosciuto una ragazza o un ragazzo che frequenta il club ciclistico della vostra zona: ogni genere di motivazione vi aiuterà ad essere più determinati. È importante che il ciclismo vi porti gioia e determinazione, se non volete ritrovarvi in men che non si dica a far prendere polvere alla vostra bici.

La miglior scusa per poter mangiare una torta è dire “ho pedalato fin qui” . © Profimedia, Alamy

Con lentezza e pazienza

Se siete fortunati forse potrete vincere una partita amatoriale di bowling anche se è la prima volta che giocate, ma difficilmente riuscirete a percorrere 100 km senza un’adeguata preparazione.
Per avere un esito positivo sulle due ruote, bisogna impegnarsi da subito. Durante le prime settimane, si cerca di migliorare sia la tecnica che la resistenza procedendo per gradi.
In teoria, tenendo una velocità media di 20 km/h, che in realtà non è nulla di così straordinario, si può tagliare il traguardo dei 100 chilometri in sole cinque ore. L’importante è procedere passo per passo, per evitare infortuni e strappi muscolari.
Se davvero il vostro obbiettivo è quello di migliorarvi di volta in volta, cominciate adagio, aggiungendo non più di 10 chilometri a settimana. In questo modo potrete organizzare i vostri primi cento chilometri in entro la fine dell’estate, in sole 10 settimane.

Una bici adeguata

Se la vostra bici sembra un vecchio rottame, diventerà più facile scegliere il divano al posto della sella. Ma una bella bicicletta vi farà venire voglia di correre sempre più spesso perché, con tutti i soldi spesi per comprarla, sarebbe un peccato lasciarla in cantina. Questo è però solo il primo step verso il vostro sogno a due ruote: per assicurarvi che la vostra bici, oltre ad essere bella da vedere sia anche funzionale, ricordatevi di chiedete al vostro rivenditore di insegnarvi l’assetto giusto da tenere sulla vostra bici, quello che si adatta meglio alle proporzioni del vostro fisico. Importante è anche la posizione dei pedali e delle scarpe, poiché un’errata regolazione dei tacchetti da bici potrebbe causare seri danni alle ginocchia o alle caviglie e provocare dolori lancinanti che potrebbero anche diventare cronici.

Mi sarebbe piaciuto che qualcuno mi avesse detto che non era normale provare così tanto dolore sulla sella. © Profimedia, DEFD

Cibo e acqua

Persino i corridori più forti perdono l’equilibrio se dimenticano di mangiare bene e di idratarsi correttamente. Quando si è agli inizi, non è fondamentale rifornirsi di energia mentre si pedala dato che normalmente non si trascorrono più di due ore in sella. Dopo un paio di settimane però, quando lo scopo diventa quello di aumentare la resistenza e di pedalare più a lungo, potrebbe sorprendere quanta fatica arrivi all’improvviso a causa di un calo di energia.
Ecco quindi alcuni utili consigli su quando mangiare e bere: concedersi uno snack nel momento esatto in cui si inizia a pensare al cibo è la cosa migliore, poiché quando ci si sente davvero affamati, è già troppo tardi.
Per quanto riguarda il bere, è importante idratarsi regolarmente anche se non se ne sente la necessità.
Se si osservano i ciclisti professionisti è facile notare la grande quantità di liquidi che ingeriscono costantemente: neppure i vostri migliori compagni di bevute potrebbero reggere! Così facendo, raggiungere i vostri primi 100 chilometri senza finire al pronto soccorso sarà un gioco da ragazzi.

Tempi di recupero dopo ogni corsa

Finchè il Tour De France non rientrerà nei vostri obbiettivi, non sarà necessario sottoporsi ad una “tortura ciclistica” quotidiana. Dopo ogni traguardo raggiunto,è importante prendersi una pausa, godersi il risultato ottenuto e concedersi del tempo per il recupero delle forze.
Il ciclismo è uno sport talmente coinvolgente che non c’è nulla da temere: un giorno di riposo dalla sella non vi farà tornare ad essere il re o la regina del divano.

Supporto dei parenti

Tutto sommato, ricordate che una delle parti migliori dell’andare in bici è la comunità che si crea intorno ad essa. © Profimedia, Alamy

Il ciclismo richiede molto tempo. Solitamente, dopo il lavoro è possibile incastrare un’ora di yoga o una partita a squash, ma per coprire 100 chilometri, questi ritagli di tempo non bastano. Per essere sufficientemente in forma per un’impresa di tale portata, c’è bisogno di allenarsi molti giorni e per diverse ore.
Bisogna anche prepararsi a domande scomode come “Tesoro (o papà), facciamo qualcosa insieme questo sabato?”.
Per prevenire una tragedia familiare, è importante trovare un programma di allenamento che non vada in contrasto con la vita in famiglia.
Per fortuna esistono alcuni escamotage che, insieme a qualche sacrificio, aiuteranno a portare risultati soddisfacenti. Si può uscire in bici ogni giorno prima di andare al lavoro, o ancor meglio, andare e tornare dall’ufficio in bicicletta. Pedalare fino a 40 chilometri due volte a settimana preparerà il fisico ad affrontare distanze più lunghe.
Dimenticate le feste del venerdì sera, svegliatevi presto il sabato e provate a pedalare per 60 chilometri prima che il/la vostra partner si alzi per la colazione. In questo sport è importante avere il supporto dei vostri cari, senza il quale non riuscirete mai a portare a termine la missione dei 100 chilometri.

Le persone giuste

Anche se il ciclismo è uno sport individuale, correre da soli può non essere così divertente. Inoltre, che ci crediate o no, pedalare in gruppo è più facile grazie alla resistenza aerodinamica che si crea. Solitamente i ciclisti più esperti sono quelli che pedalano a capo del gruppo, e che riescono a mantenere una buona velocità nonostante la resistenza del vento. Pedalare in un gruppo compatto è un allenamento adatto e focalizzato per avanzare di livello: prepara il fisico ad avere più forza per poi un giorno poter tenere il comando. Correre in gruppo, infatti, richiede una potenza decisamente inferiore.
Tenete duro, che i vostri primi 100 chilometri arriveranno presto.

Questo sito web utilizza i cookie.

Per maggiori informazioni sul trattamento dei dati personali tramite cookie e sui diritti dell’Utente, si rimanda all’Informativa sul trattamento dei dati personali tramite cookie e altre tecnologie web. Qui di seguito è possibile dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali anche per finalità statistiche e analisi del comportamento dell’Utente.