Ognuno ha il proprio modo di affrontare i giorni bui dell’inverno; ma che voi siate del tipo che si copre bene e sfida coraggiosamente il freddo oppure l’esatto contrario, il turbo trainer può essere comunque uno strumento estremamente prezioso per aiutarvi a superare i mesi più freddi (ma anche tutti gli altri). Si tratta di un dispositivo che consente di pedalare sulla bicicletta fissa, che sta diventando sempre più popolare grazie all’aumento dei programmi di allenamento intelligente.

A differenza dei loro noiosi predecessori, i moderni turbo trainer consentono livelli completamente nuovi di interattività, precisione e di community, che rendono i programmi di allenamento indoor decisamente più entusiasmanti. Come per ogni cosa nuova però, c’è una curva di apprendimento da superare quando si approccia per la prima volta questo tipo di training.

Sia che stiate iniziando ad usare questo attrezzo e abbiate qualche dubbio, che dobbiate ancora scartare il regalo di Natale o che siate semplicemente curiosi, in questo articolo vi forniremo un aiuto a conoscere meglio i turbo trainer e trarne il massimo beneficio possibile.

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Come funzionano i turbo trainer?

I turbo trainer (o semplicemente i turbo) si agganciano alla forcella a sgancio rapido della ruota posteriore della bici, in modo da tenerla sospesa su un telaio ad A.

Una volta che il telaio è in posizione, lo pneumatico posteriore viene messo sopra un rullo, in modo che sia l’uno che l’altro girino mentre si pedala. Collegata al rullo, una unità di resistenza sfrutta mezzi ad aria, magnetici e a fluidi per variare l‘attrito della pedalata. Classificati generalmente in base al tipo di resistenza, che indicheremo a seguire nell’articolo, alcuni turbo trainer rendono la corsa via via sempre più ardua, mentre altri tipi possono essere regolati manualmente.

Negli ultimi anni, ci si è inoltre avvicinati a turbo trainer “intelligenti”: lo sviluppo tecnologico dello strumento permette oggi di associarlo a software di allenamento come Zwift e, grazie ad un’unità di resistenza avanzata, dona una sensazione molto più realistica di una pedalata su strada.

Tipologie di turbo trainer

Fluido

Pur essendo una tipologia costosa, i turbo trainer fluidi permettono una guida scorrevole e silenziosa. La resistenza viene generata da un volano che ruota in una soluzione densa, simile a olio. Questo sistema regola naturalmente l’attrito, poiché lo sforzo impiegato per far girare il volano aumenta man mano che si pedala con maggior vigore.

Magnetico

Un’altra possibilità abbastanza semplice e comoda sono i turbo magnetici, i quali funzionano grazie a una piastra metallica, posta all’interno dell’unità frenante, che crea un campo magnetico. Questo genere di rullo, che può essere regolato manualmente, è perfetto per chi sta cercando una sensazione di guida fluida molto particolare.

A ventola

Più conveniente rispetto ai tipi di rullo sopra citati, i turbo a ventola sono piuttosto rumorosi e molto meno sofisticati. Mentre si pedala facendo ruotare il rullo, una ventola genera attrito con l’aria; tuttavia la regolazione della resistenza è limitata e solo con le marce è possibile modificare la difficoltà di guida mentre si corre. Si tratta di un mezzo piuttosto obsoleto e si trovano spesso solo di seconda mano.

A trasmissione diretta

Tra le configurazioni turbo più avanzate, le direct drive vengono fornite con un pacco pignoni montato direttamente su un’unità di resistenza. La ruota posteriore viene rimossa e la bici viene collegata direttamente all’unità. Questa tipologia di rullo permette un’esperienza di corsa molto realistica ed estremamente stabile, ma ha lo svantaggio di essere piuttosto costosa.

Perché scegliere un turbo trainer?

Anche se per i puristi del ciclismo i rulli da bici hanno fama di essere noiosi, è indiscutibile che siano uno strumento ottimale per fare allenamenti mirati e raggiungere la forma fisica ideale.

Soprattutto in inverno, i rulli costituiscono un sistema efficiente e sicuro per macinare chilometri. La diffusione improvvisa di software di allenamento, come Zwift e TrainerRoad, permette oggi, a chi possiede un power meter sulla propria bici, di allenarsi in compagnia, immersi in un mondo virtuale. I turbo trainer sono una vera manna dal cielo anche per chi ha poco tempo da dedicare alla fatica fisica, dato che un semplice allenamento di trenta minuti, un paio di volte alla settimana, può avere un impatto significativo sulla condizione fisica generale.

Come configurare correttamente un turbo trainer

Che decidiate di dedicare uno spazio permanente ai rulli o di posizionarli solo temporaneamente, avrete comunque bisogno di una superficie solida, uniforme e piana, possibilmente senza tappeto.

I piedini del turbo trainer devono poggiare su un piano per evitare che il rullo oscilli sotto la forza delle pedalate; dovrete inoltre ricordare che produrrete molto rumore, sudore e calore, quindi la ventilazione sarà molto importante.

È fondamentale anche assicurarsi che la resistenza sia impostata correttamente: assicuratevi che la ruota posteriore poggi direttamente sul rullo, in modo che lo pneumatico risulti leggermente compresso, esattamente come succederebbe se pedalaste sulla strada. La pressione esercitata non dovrebbe essere così forte da far sì che la ruota giri a malapena ma neppure tale da far rimanere sospesa la ruota, quindi prendetevi tutto il tempo necessario per sistemarla correttamente prima di salire. È anche importante posizionare la ruota in modo che risulti perpendicolare al rullo e assicurarsi che lo sgancio rapido sulla forcella posteriore sia posizionato dritto all’interno del morsetto che lo fissa nel telaio ad A. Assicuratevi infine che la ruota non basculi all’interno del telaio ad A poiché, oltre a causare danni alla bici e al morsetto, l’esperienza di guida non sarà uniforme.

Pianificate la vostra sessione sportiva nel modo corretto

Prima di saltare sul vostro turbo trainer, è bene avere un’idea chiara di come dovrà risultare la vostra sessione di allenamento e dei risultati che sperate di ottenere. Farlo vi aiuterà a rimanere motivati, oltre a permettervi di personalizzare l’esercizio, migliorare costantemente e vedere reali progressi.

L’ideale sarebbe sempre iniziare con un riscaldamento di circa 15-20 minuti e, verso la fine dell’allenamento, aumentare lo sforzo portandolo ad un livello appena inferiore all’intensità degli intervalli principali. Ricordate che pedalare a intervalli di diversa durata con gradi di intensità differenti, vi consentirà di ottenere la massima resa dall’allenamento e di continuare a considerarlo importante.

Alcuni consigli finali

Poiché la maggior parte delle persone preferisce correre con le ruote pareggiate, probabilmente vorrete acquistare o montare un blocco in grado di sollevare la ruota anteriore da 7 a 10 centimetri, portandola ad essere alla stessa altezza della ruota posteriore. Prima di iniziare la corsa, dovreste tenere a portata di mano un telo per asciugare il sudore e, se non avete un computer da bici, dotarvi di un cronometro o un timer per tenere monitorati tempo e ritmo dei vostri sforzi. Se vivete in un appartamento non molto isolato, potreste voler posizionare una sorta di barriera che riduca al minimo il rumore, facendo sì che i vicini non si lamentino troppo. In caso contrario, fate partire la vostra playlist preferita e preparatevi a sudare!

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