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Il Passo dello Stelvio è un valico situato a 2.757mt sopra il livello del mare. Si trova nelle Alpi dell’Ortles, tra Stilfs (provincia di Bolzano) e Bormio (provincia di Sondrio). È una delle 50 strade di montagna più alte d’Europa ed è un prodigio di abilità ingegneristica; caratterizzata da esaltanti tornanti che invogliano i più esperti a percorrerla  per assaporarne la dfficoltà. Insomma, lo Stelvio potrebbe essere definito come il passo più bello d’Europa e una delle strade più spettacolari del mondo.

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Quando un amico mi ha chiesto di unirmi a un gruppo di ciclisti esperti, dicendomi che c’era un posto libero, ho accettato subito di prendere parte a questa sfida, così come lo scorso anno ho partecipato ad una gara davvero difficile: L’Etape Du Tour (la copia di una delle tappe del Tour De France). Il passo dello Stelvio è stato più volte incluso tra le gare del Giro d’Italia e sono due i percorsi che consentono di raggiungere la vetta.

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Questa strada è solitamente aperta da giugno a settembre. Capita spesso che d’inverno, e a volta anche nelle altre stagioni, il passo sia chiuso e bloccato dalla neve. La strada originale fu costruita tra il 1820 e il 1825 dall’Impero Austro-ungarico per collegare la Lombardia con il resto dell’Austria, coprendo una scalata di 1.871 m. Da allora, il percorso è praticamente rimasto lo stesso. Dopo il 1919, con l’espansione del territorio italiano, il passo ha perso la sua importanza strategica.

Partendo da Prato, la salita è lunga 24,3 km. Su questa distanza, il dislivello è di 1.808 metri di altezza con una percentuale di pendenza media del 7,4%. Da Bormio, la salita è lunga 21,5 km, il dislivello è di 1.533 metri di altezza e la percentuale di pendenza media è del 7,1%.Ricco di storia “rosa”, il Passo dello Stelvio è senza dubbio il più leggendario tra i principali tratti in salita del Giro d’Italia. Le 30 miglia di asfalto tortuoso ad alta quota hanno visto alcune delle più grandi battaglie del Giro. Per gli addetti ai lavori la scalata ha un fascino romantico. Ma in realtà è molto complessa e difficile. Il leggendario Fausto Coppi, soprannominato Il Campionissimo, dopo aver attraversato il passo ha detto: “Sentivo che stavo per morire”. Giusto per capire a cosa si va incontro.

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Fortunatamente nell’area delle Alpi dell’Ortles ci sono diversi percorsi che permettono di testare le proprie capacità, prima di affrontare lo Stelvio.  Puoi fare un giro al Resia, e rinfrescarti nelle acque del lago, o mettere alla prova forza e resistenza andando a visitare Livigno.

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Tornando a noi, volevamo soffrire e così abbiamo scelto il percorso da Prato. Partendo da lì (sul lato nord), c’è un dislivello di 1.808 m, e 48 tornanti si inerpicano verso la montagna in quella che sembra essere una strada infinita che punta verso il cielo.

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Non sono partito equipaggiato “correttamente” per questa impresa. Ho mantenuto le mie abitudini e mi sono messo in sella con una guarnitura 52/36 anziché una 50/34, o anche meno. In più, i cerchioni sono stati davvero una pessima scelta: ho pedalato con cerchi da 60 in carbonio, mentre avrei dovuto scegliere quelli da 24 in alluminio. Ho imparato la lezione: la prossima volta cambierò la cassetta (pacco pignoni) e sceglierò i cerchi con più attenzione.

La prima parte (circa 8 km) da Prato è relativamente pianeggiante (circa il 5% di pendenza) e semplice. La parte divertente inizia a Trafoi, dove la strada si snoda, offrendo un incredibile panorama di cime e ghiacciai e una pendenza a doppia cifra (e da qui inizia il conto alla rovescia verso l’arrivo al passo).

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A soli 5 km dall’arrivo, c’è l’ultima fermata per riempire le bottiglie o mangiare. Una volta in cima, ci siamo goduti un magnifico paesaggio e abbiamo festeggiato con un piatto di pasta e una birra fresca.

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