Nel settembre 2015, il ventinovenne ciclista sloveno Primož Ravnik ha preso coraggio, , ed è sceso con la bici a tutta velocità giù per una diga mostruosamente alta. Il video dell’impresa, ha riscosso enorme successo su Youtube. Abbiamo parlato con Primož dei dettagli di questa indimenticabile avventura che, ad oggi, rimane ancora ineguagliata.

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Primož, da dove ti è venuta l’idea di scendere dalla diga della centrale idroelettrica di Moste?

Questa diga si trova ad appena cinque minuti da dove abito; ci sono stato moltissime volte, guardando oltre quella recinzione, chiedendomi se avrei mai potuto compiere un’impresa simile. La mia voglia di intraprendere quest’avventura è diventata sempre più forte fino al momento in cui l’idea è si è trasformata in realtà.

Quanto è alto il muro della diga? Hai avuto paura?

Complessivamente la diga è di 60 metri, terrorizza solo a guardarla… Ho dovuto tenere la paura sotto controllo, rimanere concentrato e credere in me stesso.

Avevi calcolato tutti i rischi? Quanto è stato pericoloso realmente?

L’impresa è stata sicuramente molto rischiosa: una mossa sbagliata e si sarebbe potuta concludere nel peggiore dei modi. Un progetto come questo prevede che l’accento sia posto per il 90% sulla preparazione psicologica e sulla concentrazione verso tutto ciò che necessitava attenzione. Non avevo modo di controllare la superficie della diga perciò l’aderenza non era certa. La velocità finale all’arrivo in acqua è stata di oltre 100 km/h.

© Peter Podobnik

Ti sei fatto male nell’impatto con l’acqua?

Atterrando mi sono reso conto di quanto sia grande e violento l’impatto con l’acqua. Per fortuna, la bicicletta ha assorbito la maggior parte del colpo perché ha toccato l’acqua per prima. Io mi sono comunque preso la parte rimanente ma, fortunatamente, le protezioni che indossavo hanno fatto il loro lavoro.

Sai se c’è qualcun altro che vorrebbe tentare un’impresa simile alla tua?

Penso che fino ad ora nessuno abbia provato a fare qualcosa di simile. Quando sento la gente dire che questa acrobazia è stata semplice, penso che sia interessante il modo in cui l’altezza sia sottovalutata. Nonostante sostengano che sia stato facile, non c’è nessuno che abbia davvero provato a fare qualcosa del genere. Quando ti ritrovi in cima al muro e guardi in basso, realizzi che non c’è tempo per le battute.

Hai fatto altre cose folli da allora?

Ho molte idee che mi ronzano in testa e che stanno lentamente trasformandosi in realtà. Voglio fare cose più estreme e avere progetti ancora più straordinari. In inverno, ho provato a raggiungere la massima velocità possibile sulla neve: su piste da sci chiuse, ho quasi superato la magica soglia dei 100 km/h.
Poi ho avuto l’idea di provare la rampa per il salto con gli sci a Planica. La mattina dopo la conclusione della Coppa del Mondo di salto con gli Sci, ho portato la mia bici sulla maestosa rampa di Planica e sono sceso giù alla velocità di 112 km/h.

© Mitja Sodja

Cos’è cambiato nella tua vita dopo questa spettacolare impresa?

Quasi niente (ride). Si tratta di qualcosa che rimarrà dentro di me per sempre perché si posiziona completamente su un altro livello. Ma non voglio soffermarmi ancora sulla discesa dalla diga, ormai appartiene al passato. Voglio dar vita a imprese sempre più nuove e folli. È questo che mi fa andare avanti: vivere il “qui e ora” e assaporare ogni momento che passo sulla mia bici.

Il ciclismo è diventato il tuo lavoro o lo fai ancora soltanto per divertimento?

Dopo tutti questi anni, il ciclismo è diventato uno stile di vita, non più soltanto un hobby.
Arriva un momento nella vita in cui imposti sul ciclismo tutto ciò che fai. La voglia di migliorarsi, il trovare nuovi percorsi e nuove sfide sono tutti pensieri che si installano automaticamente.

Ci consiglieresti qualche evento di MTB che avrà luogo in Slovenia?

Se vi piace percorrere bei sentieri, mangiare cibo locale e bere un boccale di birra in un’atmosfera rilassata post gara, vi suggerisco sicuramente la Trans Julius, una gara di enduro di quattro giorni. Avrà luogo dal 20 al 23 giugno del 2019, assolutamente da non perdere.

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