Molti film e documentari hanno avuto le biciclette come protagoniste. Ecco alcuni dei migliori titoli usciti al cinema.

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Ladri di biciclette (1948)

Il più bel film sulle bici è anche una delle migliori pellicole che sia mai stata girata. “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica è ambientato a Roma nel dopoguerra, in un’Italia ancora frastornata dagli effetti della Seconda Guerra Mondiale e in cui il lavoro scarseggiava. Un povero padre di famiglia trova lavoro come attacchino in giro per la città, occupazione per cui la bicicletta è indispensabile. La moglie dell’uomo, per aiutarlo ad iniziare questo nuovo lavoro, vende la biancheria di famiglia così da poter riscattare una bicicletta da un banco dei pegni. In poco tempo, però, la bicicletta gli viene rubata, mettendo così a rischio anche il suo lavoro. L’uomo, quindi, aiutato dal figlio, si mette alla ricerca del ladro e della bicicletta per tutta la città. Il film approfitta della bici, del furto e della sua lunga ricerca per mettere a nudo gli effetti della guerra nella società italiana. La pellicola vinse un Oscar come miglior film straniero in lingua originale nel 1949, un Golden Globe per il miglior film straniero e, nel 1950, il premio BAFTA come miglior film dell’anno.

Appuntamento a Belleville (2003)

Questa commedia di animazione molto popolare in Francia racconta la storia di Madame Souza, un’anziana signora che si mette in moto per salvare il nipote Champion, un ciclista del Tour de France rapito dalla mafia francese, che vuole sfruttarlo nelle scommesse clandestine, e portato nella città immaginaria di Belleville. In questo viaggio è accompagnata da Bruno, il fedele e grasso cane di Champion, e dalle Triplettes di Belleville, un trio di cantanti di varietà degli anni ‘30 che la signora incontra in città. Il film, che è quasi totalmente privo di dialoghi, è stato elogiato da pubblico e critica per il suo originale stile d’animazione ed è stato nominato per due premi Oscar: miglior film d’animazione e miglior canzone originale per “Belleville Rendez-vous”. È stato anche proiettato fuori concorso al Festival di Cannes del 2003.

La bicicletta verde (2012)

Questo film è considerato molto rivoluzionario in quanto fu il primo lungometraggio girato interamente in Arabia Saudita da un regista saudita, Haifaa al-Monsour. La pellicola, non solo ha vinto molti premi in festival internazionali , ma è anche stato il primo film saudita mai candidato all’Oscar come miglior film straniero. La pellicola racconta la storia di una ragazzina saudita di dieci anni, che vive nella capitale Riyad e sogna di possedere una bicicletta verde che vede tutti i giorni, mentre va a scuola dentro la vetrina di un negozio. Con questa bici lei sogna di gareggiare con il suo amico Abdullah, un ragazzo del quartiere in cui vive. Purtroppo, in Arabia saudita, andare in bicicletta non è uno sport appropriato per le ragazze, così la madre di Wadjda si rifiuta di comprarne una per la figlia. Il film tocca molti aspetti della società saudita attuale e (allerta spoiler!) alla fine la madre di Wadjda comprerà la bicicletta verde e la ragazza potrà finalmente battere Abdullah in una vera gara.

Bicycle Dreams (2009)

Bicycle Dreams è un documentario vincitore di numerosi festival cinematografici, che parla della Race Cross America, una gara ciclistica di fondo di 4.828 km. La pellicola tratta dell’edizione 2005 della gara e si concentra su diversi corridori del calibro di Jure Robic, Bob Breedlove, Cat Berge, Christopher MacDonald e Patrick Autissier.
Il regista segue i ciclisti fin dalla linea di partenza a San Diego, mostrando le difficoltà che incontrano, come le condizioni meteorologiche avverse, i difficili terreni da attraversare e anche la tragedia, quando Breedlove rimane ucciso nello scontro frontale con un camioncino. A quel punto i ciclisti devono affrontare lo choc dell’incidente e decidere se continuare o meno la gara.

A Sunday in Hell (1976)

Questo documentario danese del 1976 sulla Parigi-Roubaix è stato definito il miglior film mai realizzato sulle corse professionistiche su strada. Il film coglie non solo gli aspetti pratici della gara ma anche l’atmosfera unica che emana una gara come questa. La Parigi-Roubaix è una delle più spettacolari classiche primaverili di ciclismo, con gran parte della corsa che si snoda su sentieri stretti e acciottolati, polverosi nei giorni asciutti e fangosi e scivolosi sotto la pioggia. Il film segue la corsa di campioni del calibro di Eddy Merckx, Roger De Vlaeminck (il vincitore dell’anno precedente), Freddy Maertens, Francesco Moser e i loro gregari, il cui compito è quello di aiutare il ciclista leader della squadra a vincere. Dopo la gara, alcuni dei ciclisti, esausti e coperti di fango, rilasciano delle interviste nelle docce.

Bonus

Infine, giusto per riderci un po’ su, vi regaliamo una breve clip, tratta da un film muto del 1923, che mostra il comico Buster Keaton in sella ad una bici:

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