Ci siamo: l’ora di inforcare la bici è arrivata, la bella stagione è alle porte e, come ogni anno, tiro fuori dal garage tutto l’armamentario necessario a pedalare come un vero professionista!
Sono pronto!… oddio, sono davvero pronta?? Non mi sono mai posto troppe domande sul modo migliore per pedalare senza “soffrire” troppo e quindi mi ritrovo ogni volta con le gambe distrutte, senza fiato e le piaghe da decubito! Temo di stare sbagliando qualcosa nel mio modo di pedalare… Forse è giunto il momento di vincere ogni imbarazzo e chiedere qualche informazione in più.

Più si acquisisce confidenza con la bici, più diventa difficile ricordare i problemi di quando si è iniziato: ruote e forcelle al contrario, inchiodate, selle che si muovono ecc. Ma da quando la Lycra imbottita è diventata la nostra seconda pelle, l’agitazione iniziale è totalmente scomparsa. È tuttavia è importante ricordare che siamo stati tutti dei principianti. Per festeggiare l’arrivo di una nuova stagione, abbiamo fatto un elenco di alcune situazioni a dir poco imbarazzanti che ogni ciclista affronta quando decide di salire in sella per la prima volta.

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10 cose da sapere sul ciclismo

Che siate matricole del ciclismo e vogliate imparare dall’esperienza altrui, o che desideriate commiserarvi con i vostri amici ciclisti sulle vostre disavventure, ecco una selezione dei principali avvertimenti che tutti noi avremmo voluto sapere prima di iniziare a pedalare.

Il (non)-enigma della biancheria intima

Ce ne avete parlato in tanti e in effetti si tratta di una domanda molto difficile da fare, soprattutto all’interno dell’ambiente talvolta ostile di un negozio di biciclette. Come ci racconta A. Lansley: “Ricordo di essermi chiesta per anni se indossare oppure no l’intimo sotto i pantaloncini da ciclista! Ero troppo imbarazzata per chiederlo agli uomini dentro il negozio. Ora è la prima cosa che dico alle cicliste donne: ragazze, non servono gli slip!”

Pantaloncini imbottiti scamosciati.

Approfitta della scusa per uscire senza biancheria

La comodità sulla sella dipende da ciclista a ciclista. Parlando di pantaloncini da bici, F. Radomska sostiene che “c’è una ragione se esistono i pantaloncini imbottiti in Lycra, ed è perché sono comodissimi. I top in Lycra invece non sono essenziali. Sentitevi libere di farne a meno se vi danno intralcio.”
Scoprite ciò che è meglio per voi, ma non scartate a priori i pantaloncini senza averli provati.

Non tutte le pause si fanno a metà corsa

Molti ci hanno scritto a riguardo della gioia delle pause caffè/torta. Come ha dichiarato C. Paterson, “la miglior scusa per mangiare una torta è dire “ho pedalato fin qui”. Anche la birra è in cima alla lista delle ricompense motivanti dopo una lunga corsa. Ma per avere cura di sé bisogna essere strategici. Come dice C. Drake, “torta e caffè danno un’ottima carica, ma le salite possono diventare un incubo dopo aver bevuto una pinta.” Ci ha poi assicurato che stava “riportando questa informazione per sentito dire da un amico ☺.”

Fai attenzione a dove senti male

Per quanto riguarda il dolore che si prova in sella, E. Haig dice, “Avrei voluto che qualcuno mi avesse spiegato che essere ciclista non si traduce necessariamente in “stare male”. Io pensavo che fosse una cosa naturale per chi fa ciclismo, finché il mio dolore era diventato davvero insostenibile, anche quando urinavo. Sono arrivata a pensare di avere un’infezione ai reni. La realtà? Banalmente, avevo “solo” una sella sbagliata. Se la posizione in cui tieni la sella è troppo inclinata o eretta, è probabilmente perché stai cercando di proteggere la zona anteriore delle tue parti intime! Ma in realtà, è sufficiente un semplice cambio di sella per sistemare tutto.” Morale della favola: avere l’osso sacro un po’ dolorante è normale, ci vuole un po’ di tempo per abituarsi. Ma quando a far male è la parte anteriore, allora bisogna stare all’erta. Si potrebbero causare seri danni al fisico: meglio consultare un esperto biciclette o di selle!

Portare un kit di riparazione facile da usare è fondamentale se l’intenzione è quella di partire per una lunga corsa. © Profimedia, Stock Budget

Fate amicizia con le vostre gomme

H. Wilson consiglia a tutti di prestare attenzione agli pneumatici. “Avrei voluto che qualcuno mi avesse parlato della pressione degli pneumatici! Gonfiavo le mie gomme circa una volta ogni sei mesi, riempiendole fino alla massima pressione riportata sul fianco. Pedalare in queste condizioni, però, non solo è scomodo e monotono, ma mi portava anche a forare frequentemente!”
Tutto chiaro quindi? La pressione delle gomme è importante, raramente deve raggiungere il limite massimo. Ottimale sarebbe controllarla prima di ogni pedalata e adattarla al tipo di superficie su cui si ha intenzione di correre.

Fate pratica riparando a casa

Portare con sé un kit di riparazione facile da usare è fondamentale se si sta programmando un viaggio lungo, ed è quindi meglio rispolverare le vostre abilità per evitare lo stress di rimanere bloccati lungo la strada. Come suggerisce J. Richards, “esercitatevi a casa con pneumatici e camere d’aria prima che vi capiti di forare. Portate sempre con voi un po’ di denaro: è sempre utile fare una pausa caffè mentre si aggiusta una gomma rotta. Imparate a prendervi cura della vostra bici e di conseguenza vi prenderete cura anche di voi stessi.

Non fermarsi di fronte al dolore

Ci avete scritto in molti per dirci che il ciclismo è uno sport duro! L. Wambui ha detto che è dovuta scendere a patti con il fatto di avere le gambe perennemente doloranti: “non fermatevi quando sentite il dolore, perché è proprio in quel momento che si impara a sbloccare la situazione. Agli inizi, scendevo dalla sella ogni volta che le gambe cominciavano a farmi male.” Ma non è questo l’approccio corretto se si vogliono fare dei progressi significativi. L’Importante è armarsi di pazienza, rispetto per il proprio corpo e, come ci ha detto F. Ridley, “bisogna tenere a mente che è possibile raggiungere qualsiasi risultato, basta non fermarsi!”

Gara del gruppo Club del ciclismo di Ribble Valley a Lancaster, nel Regno Unito. © Profimedia, Alamy

Non datevi per vinti, i progressi arriveranno

Detto questo, come ci ha ricordato K. Granger, “più si pedala, e più pedalare diventa facile. Il mio primo giro con un team mi ha stremata, ma ora, quello stesso giro, è per me un gioco da ragazzi!”

Trovate il vostro stile

Non c’è un modo “giusto” per far sì che il vostro rapporto con il ciclismo sia sempre rose e fiori. Ecco ciò che vuole dirvi A. Bird: “Non dovete per forza avere biciclette di lusso, kit costosi, un look specifico o un chilometraggio minimo. Non siete nemmeno obbligate ad unirvi a un gruppo: fate solo ciò che vi piace davvero. L’anno scorso, per un periodo, ho cominciato a concentrarmi troppo sui dettagli tecnici e tutto il divertimento è di colpo scomparso! Fortunatamente, ora, sono tornata alle origini: mi sento di nuovo bene quando salgo sulla mia bici, senza stressarmi troppo sul risultato o sull’apparenza!”

Non puoi scoprirlo finché non lo chiedi

Di certo, queste sono solo alcune delle cose che accadono quando si sale in sella. Ma, da quello che abbiamo letto, possiamo imparare che le domande stupide non esistono, come assicura L. Hurley, “se c’è una cosa di cui i ciclisti amano parlare, sono le bici e tutto ciò che le riguarda. Perciò non esitate a chiedere se non siete sicuri di qualcosa.”

Tutto sommato, tenete a mente che uno dei lati più belli del ciclismo è proprio la comunità che nasce attorno alla bicicletta. Parlate ad altri ciclisti, acquisite sicurezza, imparate dalla vostra bicicletta… e non dimenticate mai di divertirvi!

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