Gli scienziati di Melbourne hanno compiuto uno studio per stabilire se, quando sorpassano un ciclista, le auto lasciano spazio a sufficienza. Per scoprirlo hanno equipaggiato sessanta bici con un dispositivo speciale chiamato MetreBox, che misura la distanza da ogni vettura che li sorpassa. E ciò che hanno scoperto è stato sorprendente..

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Lo studio condotto dai ricercatori della Monash University, pubblicato nell’aprile 2019 sulla rivista Accident Analysis and Prevention, è stato il più grande al mondo del suo genere. Gli studiosi hanno analizzato più di 18.000 sorpassi di veicoli in 422 viaggi.

“Sappiamo che i mezzi che guidano troppo vicino ai ciclisti aumentano il senso d’insicurezza di chi pedala, e questo è un forte disincentivo all’uso della bicicletta” ha affermato il dott. Ben Beck, principale autore della ricerca e vicedirettore del Prehospital, Emergency and Trauma Research della Monash University. La maggior parte degli stati e territori australiani prevede per legge che si tenga una distanza minima di un metro dal ciclista quando il limite di velocità è uguale o minore di 60 km / h, e di 1,5 metri quando il limite di velocità è maggiore di 60 km/ h.

Le auto spesso passano troppo vicine

I ricercatori hanno scoperto invece che un’auto su 17 si trovava a meno di un metro dal ciclista in movimento, e che 124 automobili arrivavano pericolosamente a meno di sessanta centimetri da questi ultimi. Nelle zone con limiti di velocità più elevati, superiori a 60 km/h, circa un sorpasso su tre era “ravvicinato”, ovvero la distanza dal ciclista risultava minore di 150 cm. Su ogni 10 km percorsi in bici, sono stati rilevati circa 1,7 sorpassi con distanze inferiori al metro!

Perché le auto danno meno spazio di quanto dovrebbero?

I risultati di questo studio suggeriscono che le piste ciclabili contrassegnate, in particolare quelle che costeggiano le auto in sosta, non sono la soluzione migliore per proteggere i ciclisti. I sorpassi che si sono verificati lungo una strada con pista ciclabile e auto parcheggiata, avevano una distanza media di 40 cm minore rispetto a quella abitualmente tenuta su una strada senza pista ciclabile o auto in sosta.

“I nostri risultati ci fanno capire che una singola striscia di vernice bianca non è sufficiente a proteggere i ciclisti. In situazioni in cui chi pedala si trova nella medesima corsia dell’automobilista, il conducente è obbligato a effettuare una manovra di sorpasso. Mentre nel caso in cui il ciclista pedali in una pista ciclabile contrassegnata, l’automobilista ha una corsia libera davanti a sé e non ritiene necessario fare alcuna manovra. Di conseguenza, crediamo che questo costituisca un motivo per cui i conducenti non ritengano necessario tenere maggiore distanza nel sorpasso.”

È necessaria una barriera fisica per separare auto e ciclisti

Precedenti studi del dott. Beck hanno dimostrato che il numero di ciclisti ricoverati in ospedale con gravi traumi causati da incidenti stradali è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni e che il 22% di tutti gli incidenti stradali su bicicletta accadono mentre il ciclista si trova su un pista ciclabile. Beck suggerisce che, al fine di proteggere chi pedala e aumentare il numero di appassionati della bici, sono necessari investimenti di gran lunga maggiori rispetto al solito, per fornire infrastrutture che separino ciclisti e auto con una barriera fisica.

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