Qual è la massima velocità che avete mai raggiunto su una bici? 40 Km/h? 50? 80, in discesa? E com’è stato? Un po’ spaventoso, immaginiamo, con le nocche delle mani che diventano bianche mentre il manubrio trema sotto i vostri palmi sudati? Beh, allora immaginate di lanciarvi a più di 280 Km/h.

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Questa è la velocità che l’architetto inglese Neil Campbell è riuscito a raggiungere il 17 agosto scorso su una pista di 200 metri all’aerostazione di Elvington, nel nord dello Yorkshire. Campbell ha guidato una speciale due ruote, costruita da Moss Bikes utilizzando componenti stampati in 3D e parti di una moto da cross. Il design di questa bici realizzata su misura, è basato sulle linee del tandem.

Neil ha raggiunto questa sorprendente velocità dopo essere stato trainato da un veicolo e quindi rilasciato; la sua corsa è quindi iniziata sulla scia dell’auto ma si è conclusa con le sue sole forze. Ansioso di battere il record, Campbell non ha voluto usare il paracadute progettato per aiutarlo a frenare prima di raggiungere la pista di atterraggio, ma ha indossato comunque un giubbotto che si sarebbe gonfiato in caso di incidente – che, fortunatamente, non è servito.

Campbell è davvero affascinato della velocità. Nel 2018 ha battuto il suo stesso record europeo sulla scia di un mezzo motorizzato, segnando una velocità di 239,8 Km/h. All’epoca disse ai giornalisti che si stava già preparando per la sfida dell’anno successivo, cercando di superare le 220 miglia orarie (354 Km/h) raggiunte alle celebri saline di Bonneville nello Utah. Una delle ragioni che lo spingono a migliorare le sue performance è che, nonostante molte testate sostengano che abbia battuto il record mondiale di velocità su bicicletta, in realtà ha solo segnato un nuovo record maschile.

A detenere il record, infatti, si tratta di una donna, Denise Mueller-Koronek, ex campionessa nazionale americana di ciclismo su pista, su strada e su mountain bike. Ha ottenuto il suo primato nel settembre 2018 schizzando a 296,009 Km/h su una KHS realizzata in carbonio appositamente per lei, completando inoltre l’impresa alle saline di Bonneville dove, nel corso degli anni, sono stati stabiliti molti record di velocità terrestre su diversi veicoli.

Per il suo record mondiale, la Mueller-Koronek ha corso nella scia di un dragster appositamente modificato da 1000 cavalli, che era stato utilizzato anche dal precedente detentore del record, il famoso olandese volante Fred Rompelberg, che raggiunse i 268,831 Km/h nel 1995.

Per l’impresa di Mueller-Koronek, KHS Bicycles ha creato un telaio in carbonio su misura. Il design allungato e le ruote da motocicletta da 17 pollici mantenevano stabile la bicicletta alle alte velocità, mentre una forcella ammortizzata ne riduceva le vibrazioni.
Il cambio era a doppia riduzione e poteva essere sfruttato efficacemente solo a partire dagli 80 Km/h circa.
Finché Campbell, o chiunque altro, non riuscirà a correre più veloce, rimarrà lei la detentrice del primato di velocità mondiale su bici.

Il primo record era stato raggiunto nel 1899 da un americano, Charlie Murphy, il quale corse sulla scia di un treno a vapore e raggiunse la velocità di 96,56 Km/h: una vera impresa per quel tempo! Sui binari della ferrovia vennero posate delle tavole in legno compensato per un intero miglio, in modo da creare una superficie uniforme su cui Murphy potesse correre in scia al treno. Da allora, il record è stato battuto dieci volte in Europa e Stati Uniti.

Charlie Murphy sul monoplano della polizia di New York nel 1914.

Tuttavia, come accade per molti record, c’è sempre un “asterisco” che, in questo caso, appartiene ad un altro inglese, Bruce Bursford, che arrivò quasi a raggiungere i 335 Km/h nel 1995, senza spostarsi di un millimetro. Bursford stabilì quel record unico su una bici da lui progettata e costruita nell’arco di quattro anni, costatagli più di un milione di sterline. Il trucco fu di posizionare la bici su una piattaforma a rulli, mentre il tachimetro era contenuto in una benda per occhi.
Bursford raggiunse circa i 100 Km/h in 2 secondi e “guidò” la bici per soli 30 secondi.
Furono simulate le condizioni per cui Bruce si sentisse trainato da un mezzo fino a raggiungere i 160 Km/h. Il “finto” cavo di traino fu poi sganciato e Bursford venne lasciato a pedalare sui rulli, sostenuto nella sua performance da Uri Geller, il grande illusionista che ne aveva curato la preparazione mentale. Ad oggi non sappiamo se avesse indossato o meno il casco.

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