Will McCarthy ha più volte ribadito che tra i tanti paesi che ha visto il suo preferito è il Vietnam, soprattutto per la cucina del posto. Chi è appassionato di cibo, raramente si dimentica di una sublime esperienza gastronomica.

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“Mentre stavo pedalando”, scrive, “ho visto il luccichio di una mannaia e ho sentito il colpo di una lama. Mi sono voltato e ho visto un magnifico suino, così ho frenato di colpo. Quello che avevo appena sentito era il primo taglio; ho fatto finta di volere fare solo una foto, ma naturalmente ne ho approfittato per un assaggio. Era ancora caldo, tenero e succoso: insomma, il maiale perfetto.”

Per chi viaggia molto attraverso diversi paesi e culture, è normale pensare all’incredibile varietà di persone che vivono sul pianeta. Per Will non è diverso. “Più viaggio, più sono abbagliato e stupito dalle differenze culturali; e più sono convinto che non ci siano grandi differenze a livello umano”, dice. “Basta guardare i bambini giocare, o i genitori che giocano con loro. Siamo tutti uguali.”

Ma le differenze culturali esistono, naturalmente, e alcune di loro sono davvero evidenti. Ad esempio, uno dei giochi preferiti in Vietnam è questo: le madri mettono dei sacchetti di plastica sulle teste dei loro bambini. “I piccoli adorano questo gioco e i loro genitori si assicurano che non ci siano pericoli”, osserva Will. “Ma se un gioco del genere si facesse in occidente, la mamma verrebbe subito arrestata!”

Esistono anche ampie differenze culturali tra paesi limitrofi. “Nei paesi buddisti nel sud-est asiatico, c’è un imperativo religioso e culturale che induce le persone a sorridere e ad essere amichevoli. Questo non accade in Vietnam e una delle cose che mi piacciono di più di questo paese è che raramente devo cercare di interpretare il comportamento per capire le vere intenzioni di chi mi trovo di fronte.”

C’è sempre la tentazione di idealizzare i comportamenti e la cultura di un paese che si sta visitando, ma chi viaggia abbastanza può facilmente capire ciò che ha osservato Will: “In generale, comportarsi male è umano.”

Il Vietnam non ha fatto eccezione al cliché secondo cui ci sono persone buone e cattive ovunque; ma è essenziale capire che il cattivo comportamento è umano, non etnico, razziale o culturale. “Quando ho uno spiacevole incontro con qualcuno, non penso mai: ‘Grrrr! I vietnamiti sono dei # @ # *.’ Penso: ‘Hmmm, questo ragazzo è proprio un # @ # *. ”

Will ci fa alcuni esempi della diversità culturale che ha incontrato in Vietnam: “Ho percorso una strada asfaltata dopo due giorni passati su una strada sterrata, così ho portato la mia bici in una Rua Xe, un autolavaggio per motorini. Lì, una giovane donna che ha passato almeno 15 minuti a pulire la bici non ha voluto i miei soldi e non mi ha nemmeno permesso di comprare una bibita analcolica. La scorsa settimana, un ragazzo in un mercato voleva che lo pagassi per aver fatto una foto della testa di maiale esposta sul suo banco. E ieri, il mio incontro preferito: mi sono fermato in un negozio sperduto per prendere dell’acqua. Il negoziante ha chiesto per tre volte 30.000 Dong. Ho sorriso e ho risposto: “Che ne dici di 10.000?” Ha accettato e in più mi ha anche dato da mangiare.”

Ma le incomprensioni, basate sul pregiudizio, sull’intolleranza o sulla semplice ignoranza, sono inevitabili quando due culture diverse si incontrano. Will ha avuto modo di assistere ad un episodio di questo tipo mentre si trovava in un caffè a Cat Ba.

“Ho appena visto un enorme turista con lo zaino in spalla, molto più alto di me (Will è alto circa 2 metri), che si è messo ad urlare con una donna del posto non più alta di un metro e cinquanta. Qui ho incontrato molti viaggiatori, soprattutto nelle principali destinazioni turistiche, che sono letteralmente impazziti di fronte alle insistenti tecniche di vendita dei mercanti.”

‘Lo compri?’
‘No grazie.’
‘Va bene. Lo compri?’
‘No grazie.’
‘Non hai comprato niente’?’
‘No grazie.’
‘Ok, stai solo guardando?’
‘No grazie.’
‘Okay, domani tu compri da me. Hai promesso!’

Questo fa capire che tipo di comportamento c’è in risposta al turismo. “Nelle città che non fanno affidamento al turismo”, afferma Will, “e anche poco distante dai luoghi di interesse, le persone sono tranquille, amichevoli e divertite dalla presenza di stranieri.”

Fiore Hmong

La diversità è la regola, non l’eccezione, ovunque. La maggior parte delle persone sembra essere orgogliosa di essere diversa. Come spiega Will: ” Nelle ultime due settimane, sono stato in un paese sulle colline abitato da tribù e, mentre ci sono differenze etniche tra alcune tribù – Hmong, Dzao, Tay e Thai – le principali diversità si notano negli abiti che le donne indossano: Red Hmong, Black Hmong, Flower Hmong, Black Dzao, Red Dzao, Blue Tay, Black Thai, White Thai …”

Questa varietà è legata alla coesistenza di epoche diverse, specialmente in paesi come il Vietnam, dove l’economia locale dipende in ugual misura da attività moderne e antiche, come il turismo e l’agricoltura.

Blue Tay

“Qualche giorno fa, ero seduto in un bar a Sapa mentre bevevo del Ricard con alcuni espatriati francesi, ascoltando James Brown. Ad un certo punto vedo sfilare di fronte a noi delle donne Black Hmong con i loro vestiti elaborati, intente a chiacchierare al telefono con i loro smartphone mentre tornavano verso il loro villaggio.”, racconta Will.
“Dietro di loro, dall’altra parte della strada, c’era una valle stretta, forse profonda 500 metri. Sul fianco della valle, il lato della montagna era ricoperto da terrazzamenti di riso, costruiti a mano.”

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