Essere sorpassati da un’auto è davvero molto stressante per i ciclisti, soprattutto perché molti automobilisti non hanno la minima idea di quale sia la distanza da tenere in una manovra di questo tipo. Secondo le statistiche di ŠKODA AUTO, il 40% dei ciclisti ritiene pericoloso muoversi se lo spazio libero tra l’auto e la bici è molto poco. Quando vengono sorpassati da un camion o da un bus, il 61% dei ciclisti (quasi due terzi di coloro che viaggiano su due ruote) è addirittura spaventato. Cosa si può fare per rimediare a questo problema?

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Come regola generale, gli automobilisti non dovrebbero sorpassare se ciò compromette la sicurezza degli altri utenti della strada. Dal momento che questo concetto può essere interpretato in differenti maniere, in Paesi diversi, come Spagna, Belgio, Francia e Australia, esistono leggi e regolamenti che impongono una distanza minima da tenere durante la fase di sorpasso. In realtà, molti automobilisti sono persone giudiziose che superano i ciclisti con cautela, che sia per non contravvenire alla legge o perché si rendono conto di quanto possa essere destabilizzante quando uno specchietto retrovisore sfiora il manubrio della bicicletta. Figurarsi poi quando i ciclisti devono affrontare raffiche di vento o evitare una buca, perdendo così preziosi centimetri tra la bici e l’auto.

L’impazienza e la guida

Alcuni automobilisti sono impazienti. Se incrociano un ciclista in un angolo cieco, non intendono rallentare e aspettare il momento più adatto per sorpassare il ciclista con la giusta distanza, perciò decidono di superare in curva o in una strettoia.

Uno studio pubblicato nel 2010 nel Queensland, in Australia, ha dimostrato che, sebbene gli automobilisti tendano a considerare i ciclisti come le pecore nere del traffico, i dati relativi agli incidenti non supportano questa teoria. Lo studio ha preso in esame 6.774 incidenti ciclistici registrati tra il 2000 e il 2008; i ciclisti avevano colpa in meno della metà dei casi, più specificatamente nel 44,4% degli infortuni. La maggior parte degli incidenti a ciclisti era stata causata da un comportamento sconsiderato degli automobilisti.

Un metro e mezzo a norma di legge

Ecco perché consideriamo giusta la distanza obbligatoria di 1,5 metri per il sorpasso:

– i ciclisti verrebbero riconosciuti come utenti della strada con specifici diritti e una zona di sicurezza predefinita per legge verrebbe fissata;
– gli automobilisti usufruirebbero di una normativa per il sorpasso chiaramente definita, che renderebbe più facile per loro decidere come comportarsi;
– ridurrebbe il rischio di incidente;
– contribuirebbe ad una migliore applicabilità della legge;
– i ciclisti avrebbero abbastanza spazio per evitare gli ostacoli, come buche, vetri, etc.

Una maggiore distanza costituisce per gli autisti una linea guida per il sorpasso sicuro

Qualche volta chi guida non conosce proprio il corretto modo di sorpassare. Robert Šťastný dello ŠKODA AUTO’s Traffic Safety Research, suggerisce agli automobilisti di mantenere sempre una distanza di 1,5 metri. “Personalmente, cerco sempre di superare un ciclista esattamente come faccio con un’automobile, ovvero spostandomi completamente nella corsia opposta” afferma Robert Šťastný, il quale raccomanda un’attenzione particolare qualora l’auto trainasse un rimorchio più largo dell’auto stessa, come ad esempio una roulotte.

“Ciò che può accadere è che l’auto riesca ad evitare il ciclista, ma che il rimorchio lo colpisca. Come tipologia di incidente è anche peggiore di uno scontro con un’auto” avverte Šťastný e aggiunge che, sterzando, lo spigolo posteriore del rimorchio si sposta considerevolmente di lato, costituendo una minaccia importante per il ciclista; motivo per cui, in casi di questo genere, la distanza dovrebbe essere ancora maggiore rispetto al minimo generalmente raccomandato di 1,5 metri.

Birmingham Cycle Revolution ha utilizzato un tappettino  mostrare alla gente la distanza di sicurezza di sorpasso dei ciclisti (1,5 metri) .

Sorpassare in sicurezza non è qualcosa di relativo soltanto alla distanza precisa da calcolare, ma è soprattutto una questione di rispetto reciproco tra coloro che usano la strada. Secondo Jiří Polomis, dell’organizzazione boema BESIP sulla sicurezza del traffico, questo aspetto si fa ancora più importante in quei Paesi dove non c’è spazio sufficiente perché ci siano corsie dedicate a mezzi di trasporto diversi tra loro (ad esempio le corsie per auto e le piste ciclabili).

“Per quanto riguarda la sicurezza nel traffico, sottolineo sempre l’importanza di condividere lo spazio. In una condizione ideale, questo dovrebbe corrispondere ad un ipotetico scambio di ruoli. Gli automobilisti dovrebbero ogni tanto farsi un giro in bicicletta nei luoghi in cui abbonda il traffico a motore e provare cosa significa sentirsi “spazzare” via da un veicolo che ti passa accanto” spiega Jiří Polomis. Ciò che ritiene più problematico sono i gruppi con un unico punto di vista sulla questione: come, ad esempio, l’automobilista che, abituato a spostarsi nel traffico quasi sempre in auto e solo occasionalmente a piedi, percepisce lo spazio di conseguenza. Stessa cosa accade anche con altri gruppi di utenti della strada.

“Questo è alla base di spiacevoli situazioni di scontro in cui gli utenti della strada si accusano a vicenda” spiega Jiří Polomis.

La maggior parte dei Paesi prevede, nel complesso del proprio regolamento legislativo, comportamenti che sottolineano come ogni utente della strada sia obbligato ad agire in modo rispettoso e disciplinato, senza limitare gli altri utenti della strada o compromettere la loro sicurezza.

Cosa possono fare i ciclisti?

Finora abbiamo discusso principalmente degli obblighi relativi agli automobilisti, ma anche i ciclisti possono contribuire al sorpasso facile e sicuro. Secondo Robert Šastný di ŠKODA AUTO, il primo criterio da considerare è che chi usa la bicicletta dovrebbe rendersi visibili a distanza. Se l’automobilista nota il ciclista in tempo, sarà in grado di pianificare meglio la manovra di sorpasso rispetto a quando lo individua all’ultimo momento.

I guidatori poi si trovano in grande difficoltà quando devono superare un gruppo di ciclisti più ampio. “Quando un gruppo è troppo numeroso, è consigliabile che si divida in più sezioni lasciando, tra l’una e l’altra, abbastanza spazio per far passare una macchina. In questo modo si permette all’automobilista di affrontare la manovra di sorpasso in più momenti”, dice Robert Šťastný. I ciclisti che pedalano in gruppo dovrebbero tenersi a distanza di sicurezza l’uno dall’altro perché, in caso di sorpasso da parte di un’automezzo, anche una piccola collisione tra loro stessi può avere conseguenze tragiche.

La comprensione e il rispetto reciproci sono il nostro obiettivo comune più importante. © Profimedia, Stock Budget

Comunicazione a doppio senso

Sia gli automobilisti che i ciclisti possono dimostrare la propria buona volontà quando si mettono in strada. Se un’auto si avvicina ad una bici da dietro e non ci sono ostacoli nel tratto di strada che sta percorrendo, il ciclista potrà spostarsi di lato facendo capire al conducente che lo ha sentito arrivare e che è felice di lasciarlo passare. Naturalmente, non è sempre possibile comportarsi in questo modo poiché, a volte, le condizioni del ciglio della strada non permettono una pedalata sicura.
Una buona e proficua comunicazione con gli automobilisti può esserci anche nel momento in cui l’auto raggiunge il ciclista prima di una curva: chi è in bici è in grado di vedere prima la situazione oltre la svolta e può segnalare preventivamente, alle auto che seguono, se sono in arrivo altri veicoli e se il soprasso può avvenire in sicurezza. Si tratta però di una questione di fiducia davvero molto fragile.
Ad ogni modo, ogni incontro tra bicicletta ed auto è decisamente più piacevole se improntato al sorriso e al saluto che non con gesti rabbiosi ed un clacson strombazzante, perché la comprensione ed il rispetto reciproci sono l’obbiettivo comune più importante.
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