L’apertura della portiera di un’auto è quanto di più imprevedibile e inaspettato ti possa accadere mentre sei in sella alla tua bici. È molto difficile evitare questo tipo di ostacolo: in una situazione del genere puoi solo prepararti al peggio.

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I numeri e le statistiche

Le statistiche sull’argomento sono piuttosto scarse, perché la polizia nella maggior parte dei paesi classifica questo tipo di incidente come una semplice collisione tra un ciclista e un’auto. In alcune città si è cominciato a distinguere il fenomeno da altri tipi di sinistri. Nel 2011, ad esempio, Chicago ha registrato 344 ciclisti feriti a causa dell’apertura inaspettata di una portiera. Questo tipo di incidente è stato stimato al 19,7% di tutti gli infortuni da ciclismo, ovvero quasi un quinto.

Ciclista sul Lakefront Trail, lungo la Lake Shore Drive. © Profimedia, imageBROKER

Nel 2003, la portiera di un’auto è stata la causa dell’11,9% di tutti gli infortuni ciclistici registrati a Toronto e dell’8% delle ferite gravi riportate dai ciclisti di Londra. Questo tipo di incidente ha avuto la stessa percentuale di vittime anche a Victoria, in Australia, tra il 2006 e il 2010. Secondo gli esperti, le lesioni dovute a questa particolare collisione sono tra le meno pericolose rispetto ad altri tipi di incidenti, ma non dovrebbero essere ignorate. Anche uno sportello può uccidere. A New York City, ha causato morte di 7 (cioè il 3%) dei 225 ciclisti uccisi in totale dal 1996 al 2005. A Londra, una portiera ha causato la morte di 3 persone tra il 2010 e il 2012..

E i produttori di automobili?

Le case automobilistiche non sottovalutano la situazione. Dove le persone stanno fallendo, la tecnologia avanzata potrebbe offrire un aiuto. Secondo Robert Šťastný di ŠKODA, in futuro il problema potrebbe essere risolto grazie a dei radar simili ai monitor utilizzati per gli angoli ciechi. I sistemi di allarme rapido dovrebbero essere in grado di avvisare il conducente dell’arrivo di un ciclista proveniente da dietro, avvertendo di non aprire la porta.

In molti paesi, gli autisti sono vincolati dalla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale del 1968. L’articolo 24 della Convenzione stabilisce che una portiera può essere aperta solo se non si mettono in pericolo gli altri utenti della strada e comunque senza lasciarla spalancata. Se un autista distratto commette un errore di questo tipo, può essere un problema anche per una macchina che passa, ma in tal caso, il danno maggiore riguarderà solo la carrozzeria dell’auto. Al contrario, per i ciclisti si verificano delle situazioni più pericolose, come potete vedere nelle foto qui sotto.

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I ciclisti sono spesso invitati a prestare attenzione. È facile da dire, ma controllare le lunghe file di macchine parcheggiate, spesso con i vetri oscurati, non è sempre facile. La cosa migliore da fare è mantenere una distanza di sicurezza di 1 metro e mezzo. Può sembrare la soluzione perfetta, ma considerando la larghezza standard della maggior parte delle corsie, che va da 3 a 3,5 metri, il ciclista si muoverà nel mezzo della corsia, bloccando tutte le macchine dietro di lui. Inutile dire che questo scatenerebbe la rabbia degli autisti con la conseguente valanga di clacson. “Un ciclista può superare una macchina parcheggiata solo se è sicuro che la manovra possa essere effettuata in modo sicuro”, afferma Jiří Polomis di BESIP, un’associazione della Repubblica Ceca che promuove una maggiore sicurezza nel traffico. Inoltre Jiří fa notare che, mantenendo la distanza di sicurezza di 1,5 metri, il ciclista deve sempre lasciare il posto al traffico in arrivo. Allo stesso tempo, non deve mettere in pericolo o limitare eccessivamente gli altri utenti della strada.

La tecnica “Dutch Reach”

Quindi qual è la soluzione? Gli esperti di traffico puntano molto sulla prevenzione e sull’educazione. Tutti i possessori di una licenza di guida, prima di scendere dalla loro auto, dovrebbero guardare nello specchietto retrovisore per verificare la presenza di auto, moto o ciclisti che arrivano da dietro; in più dovrebbero assicurarsi di guardare dietro le loro spalle. Quest’ultimo passaggio fa parte di quella tecnica conosciuta come Dutch Reach, che consiglia sia ai conducenti che ai passeggeri di aprire la portiera con la mano più distante. Seguendo questa regola, gli autisti dei paesi europei con il volante a sinistra dovrebbero afferrare la maniglia della portiera con la mano destra. Questo movimento inevitabilmente farà girare la testa e permetterà di controllare la situazione dietro l’auto. Ci sono state lunghe discussioni sulla reale efficacia di questa manovra, ma alla fine il suo contributo alla sicurezza ciclistica è stato dimostrato alla settima Conferenza Internazionale sulla Sicurezza in Bicicletta che si è tenuta a Barcellona nell’ottobre del 2018.

Durante la conferenza, un gruppo di ricerca dell’Università di Nottingham guidato da David R. Lang, ha presentato il proprio studio. Il test ha coinvolto dieci volontari che hanno utilizzato entrambi i metodi per aprire sia la portiera del conducente che quella del passeggero in varie condizioni. Secondo i calcoli di un dispositivo chiamato EdTracker, quando si utilizzava la mano lontana, le reazioni dei volontari agli eventi che si svolgevano dietro l’auto erano più rapide. Questo è stato confermato anche dai partecipanti stessi, indipendentemente dalle registrazioni effettuate del dispositivo.

La Dutch Reach non solo induce a girare la testa, ma permette anche di aprire di poco la portiera, consentendo di vedere l’area dietro l’auto non ostruita da una parte di carrozzeria (montante B). Anche se nei Paesi Bassi non la chiamano “Dutch”, questa tecnica fa parte del curriculum della scuola guida olandese . Oltre a ciò, viene anche verificata nell’ultimo test di guida pratico, e questo aumenta le possibilità che gli autisti la ricordino. Jiří Polomis di BESIP aggiunge che i conducenti devono informare i loro passeggeri di questo obbligo e controllare in misura ragionevole in che modo i passeggeri escono dall’auto. “Questo riguarda principalmente i bambini”, dice l’esperto del traffico di Praga.

Gli adesivi di Berlino

Nel marzo 2018, l’iniziativa nata a Berlino “Berlin nimmt Rücksicht”, ha lanciato un progetto chiamato “Rücksicht mit Rückblick” (l’importanza di uno sguardo indietro). Per questa campagna sono state realizzate decine di migliaia di adesivi che ricordavano un concetto molto semplice: quando si apre una portiera, uno sguardo rivolto indietro può salvare la vita e la salute di molte persone. Gli adesivi sono stati distribuiti tra i conducenti per essere affissi sulle auto e ricordare agli autisti l’importanza di controllare scrupolosamente prima di scendere dalla macchina. Ai ciclisti è stato consigliato di utilizzare delle luci per migliorare la loro visibilità e di mantenere una distanza di almeno 1,5 metri dalle auto parcheggiate.

A dire il vero, la più grande campagna di educazione pubblica su questo tema ha avuto luogo nei Paesi Bassi negli anni ’70, grazie al movimento di protesta Stop de Kindermoord (Stop alle morti dei bambini), che si era sviluppato in seguito alla morte di più di 500 bambini in un solo anno nel traffico. A seguito di questo progetto, i Paesi Bassi hanno costruito nuove piste ciclabili e realizzato altri cambiamenti urbanistici per rendere le città più sicure per tutti, compresi i ciclisti.

Gli olandesi hanno costruito una rotonda sopraelevata solo per le biciclette.

Migliorare le infrastrutture, costruire nuove piste ciclabili separate, istruire i conducenti in modo più rigoroso e utilizzare test più difficili: tutti questi elementi hanno contribuito a ridurre il numero di vittime sulle strade olandesi. Insieme alla Danimarca, i Paesi Bassi sono diventati un esempio da seguire per tutto il mondo. Questo è probabilmente il motivo per cui la tecnica utilizzata per aprire la portiera con la mano più lontana è stata definita Dutch Reach dal New York Times. Il nome è oggi è utilizzato nella maggior parte dei paesi, incluso quello in cui vivi, probabilmente. Quindi la prossima volta che aprirai la portiera, ti ricorderai come fare, vero!?

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