Ognuno di noi sceglie l’abbigliamento adatto alla circostanza in cui si trova. Di solito, quando si è invitati ad un matrimonio, si opta per un vestito elegante ma non eccentrico. Quando si svolgono dei lavori manuali o si è impegnati nelle pulizie di primavera, si scelgono degli abiti scadenti o un po’ rovinati. Per un appuntamento di lavoro, in linea di massima, i bermuda e la camicia hawaiana sono fortemente sconsigliati. Insomma, tutto dipende dal contesto e dalla esigenze del momento.
Per le biciclette il concetto è simile. Anche loro hanno un abbigliamento ideale per le diverse situazioni in cui si trovano. Come dite? Le bici non posseggono dei vestiti? Sì, certo, non quelli che intendiamo noi! No, non preoccupatevi, non occorre che compriate un armadio e una scarpiera per la vostra bicicletta.
Una volta chiarito questo, si può affermare che la scelta dell’outfit ideale per una bicicletta consista nel saper individuare le gomme adatte ad un determinato terreno o a certe condizioni atmosferiche.
È la prima volta che sentite un discorso come questo? Ok, ecco una serie di consigli e di informazioni utili sulle gomme da bici.

In questo articolo parliamo di gomme da bici. È molto comune che anche un ciclista esperto conosca solo i modelli che utilizza più spesso, senza saperne molto di tutti gli altri. Quindi proviamo a fare un po’ di chiarezza su questo argomento.

Quando si parla di gomme non ci si riferisce solo alle bici da strada e alle mountain bike. Anche le biciclette per bambini, le BMX, le bici da trekking e altre ancora devono essere dotate di pneumatici. In generale, possiamo distinguere gli pneumatici in base alla loro dimensione, che è espressa in millimetri o in pollici. Le misure standard vanno dai 10 ai 29 pollici. Una ruota ha un certo diametro, ed è fondamentale rispettare questa misura quando si acquista un nuovo pneumatico. Per quanto riguarda larghezza, ce ne sono diverse, ma è importante assicurarsi che una gomma particolarmente larga riesca ad essere inserita nella forcella della bici o tra i triangoli posteriori del telaio.

La storia delle gomme da bici

Tutto è iniziato nel 1888 grazie ad un veterinario scozzese di nome John Boyd Dunlop. John non poteva più sopportare il rumore molesto del triciclo di suo figlio, quando questo passava sulle pietre, provocando dei terribili solchi sul prato del cortile di casa. Dunlop prese un tubo di gomma, lo attaccò alle ruote e lo gonfiò. La resistenza al rotolamento delle ruote diminuì, rendendole molto più veloci. Inoltre, il fastidioso rumore cessò e il giardino smise di assomigliare ad un campo arato. Quell’anno, a dicembre, John Dunlop fece brevettare la sua invenzione, e successivamente aggiunse una valvola al tubo di gomma. Le sue valvole pneumatiche sostituirono presto i vecchi cerchi di gomma solida usati fino a quel momento. Poco dopo, le sue gomme approdarono anche nel mondo delle corse. Nel 1890, la rivista Sport and Play pubblicò un articolo in cui sosteneva che Dunlop non fosse stato il primo ad inventare quel tipo di gomme. Secondo il giornale un simile principio era stato ideato da un altro scozzese di nome Robert William Thomson. La notizia si rivelò fondata, Dunlop perse i diritti esclusivi e l’invenzione fu utilizzata da altri. L’idea fu ripresa dai fratelli Michelin, che migliorarono la produzione grazie al processo della vulcanizzazione a vapore. In questo modo riuscirono a realizzare gli pneumatici con battistrada che oggi tutti conosciamo.

J.B. Dunlop (1920)

Le gomme da bici oggi

Questo è successo più di cent’anni fa e le gomme, nel frattempo, si sono evolute. Grazie allo sviluppo e alla ricerca, i ciclisti su strada oggi hanno tre diverse opzioni tra cui scegliere: il classico pneumatico con camera d’aria interna, il sistema tubeless e il tubolare. Altri aspetti da considerare sono la larghezza dello pneumatico, la mescola di gomma di cui è composto, il tallone, la qualità del materiale utilizzato e il disegno del battistrada.

Pneumatici con camera d’aria

I ciclisti su strada utilizzano prevalentemente pneumatici classici con camere d’aria. Questo sistema è anche noto come copertoncino. Una volta inserito lo pneumatico nel cerchione, si può gonfiare la camera d’aria. Lo pneumatico è attaccato al cerchione grazie ad un bordo speciale chiamato tallone. Esistono due tipi di pneumatici a camera d’aria: quelli con talloni metallici sono l’alternativa più datata ed economica. In questo caso, il tallone è costituito da un filo circolare che impedisce allo pneumatico di fuoriuscire dal bordo. La gomma risulta più pesante e meno maneggevole perché il filo mantiene la sua forma circolare. Per questo motivo, gli pneumatici con tallone in fibre di Kevlar sono la scelta migliore. Sono più leggeri, possono essere piegati e di conseguenza sono più facili da trasportare. Tuttavia, ci sono due aspetti da considerare: potrebbero essere più complicati da montare e il prezzo è più alto.

Pneumatici tubeless (senza camera d’aria)

Uno pneumatico senza camera d’aria è sicuramente un’alternativa più moderna. Il cerchio e lo pneumatico sono progettati per essere ermetici, quindi non c’è bisogno della camera d’aria. Il vantaggio di questa opzione è l’assenza di attrito tra pneumatico e cerchio. Proprio per questo motivo, gli pneumatici tubeless hanno una resistenza al rotolamento inferiore rispetto agli pneumatici da corsa ultraleggeri con camera d’aria. Inoltre, le gomme tubeless possono essere utilizzate ad una pressione più bassa, con una minor probabilità di foratura. In ogni caso, esiste un liquido speciale da applicare sullo pneumatico forato in grado di ripristinare la gomma in modo rapido ed affidabile. Detto questo, la procedura di montaggio del sistema tubeless è lunga e impegnativa e sono necessari un cerchione e una gomma speciali.

Pneumatici tubolari

Lo pneumatico tubolare è costituito da una camera d’aria incollata ad un battistrada e agganciata alla parte interiore del cerchione grazie ad un bordo speciale. I tubolari sono ancora molto comuni grazie alla loro curvatura e alla bassa resistenza al rotolamento. Un vantaggio innegabile del tubolare è il suo comportamento in caso di foratura. Anche se l’aria fuoriesce velocemente, è comunque possibile continuare a pedalare perché lo pneumatico è incollato al cerchione e non scivolerà via. Ciò consente ai ciclisti professionisti di attendere l’arrivo dell’auto di assistenza o di recarsi in un luogo dove è possibile riparare la gomma. Dato che non c’è bisogno di bordi laterali per mantenere la pressione, lo pneumatico è molto leggero; e questo è un gran vantaggio.

Il punto debole dei tubolari sta nella difficoltà di montaggio. Devono essere incollati sul cerchio e questo è un processo molto più complicato rispetto al montaggio di uno pneumatico classico. Inoltre, un tubolare è più difficile da riparare. In caso di foratura di piccole dimensioni, lo pneumatico può essere fissato con un sigillante, ma in tutti gli altri casi l’unico rimedio è la sostituzione. Infine, bisogna considerare l’aspetto economico: i tubolari vengono realizzati con un processo produttivo complesso, quindi hanno un costo particolarmente elevato.

Dimensioni e larghezza

Il diametro più utilizzato è 622 mm o 700 c. Questa vecchia unità di misura francese, sorprendentemente, è ancora in uso nel mondo del ciclismo.

Al contrario, la larghezza dello pneumatico varia a seconda delle esigenze. Sia gli pneumatici stretti che quelli larghi hanno i loro vantaggi. La scelta del modello più adatto dipende solo dalle proprie necessità.

Uno pneumatico stretto è molto utile a velocità elevate, poiché la resistenza dell’aria è inferiore. Inoltre, il peso ridotto dello pneumatico facilita l’accelerazione.

Quando si pedala a velocità costante, invece, gli pneumatici più larghi sono la scelta ideale: fanno risparmiare energia e permettono una pedalata confortevole. Recentemente anche i professionisti hanno iniziato ad utilizzarli. La larghezza più frequente è di 23 mm. Molti ciclisti, anche a livello agonistico, montano sulle loro bici pneumatici di larghezza 24 o 25 mm.

Aderenza al terreno o durata nel tempo?

La performance di uno pneumatico è determinata anche dal composto con cui è stato prodotto. I composti morbidi hanno una migliore aderenza, quindi garantiscono un’ottima tenuta di strada. Purtroppo, si consumano velocemente e dovrai sostituirli più spesso. Oggi, gli pneumatici da strada sono realizzati con vari composti per ottenere un’adeguata scorrevolezza, una buona aderenza in curva e una durata soddisfacente.

Ogni pneumatico ha un valore specifico TPI (Threads per inch), che indica la densità delle filettature del suo rivestimento. Maggiore è la densità, più alta è la qualità di uno pneumatico. Il valore di una gomma da bici è determinato da una bassa resistenza al rotolamento, da un buon comfort di guida e da un’ottima resistenza alle forature.

Mountain bike!

Una buona parte di quanto detto finora vale anche per la mountain bike, ad eccezione di quanto affermato sui tubolari: sulle mountain bike sarebbero inutili. A causa della loro fragilità, si forerebbero subito. In passato, gli appassionati di mountain bike usavano cerchi da 26 pollici di diametro, ma questi sono stati sostituiti da ruote più grandi, da 27,5″ o da 29″. Come è noto, le ruote con diametri più grandi sono molto più veloci, hanno una minore resistenza al rotolamento e sono facili da controllare.

Le ruote più piccole, da 27,5″, sono utilizzate principalmente nelle discipline in cui i ciclisti affrontano dei percorsi in discesa, come la MTB downhill o il freeride. Le ruote da 29″, invece, vengono impiegate nelle gare che prevedono lunghi tratti di pedalata, come il ciclismo campestre, le maratone e le gare a tappe. A proposito, quest’anno abbiamo visto utilizzare per la prima volta ruote da 29″ in MTB downhill, e il loro “debutto” è stato piuttosto promettente. A quanto pare, le dimensioni hanno la loro importanza.

European Cross-Country Mountain Bike Championships in Moscow

Il battistrada

Un aspetto importante degli pneumatici per MTB è la consistenza del composto e il disegno del battistrada. Questo perché la mountain bike viene utilizzata su una vasta gamma di superfici, mentre i ciclisti su strada viaggiano prevalentemente sull’asfalto. Una regola empirica afferma che in presenza di una superficie impegnativa, è meglio avere una gomma larga con un battistrada più profondo.

Negli ultimi tempi molti ciclisti hanno scelto gli pneumatici 27,5 plus. Permettono una guida comoda, assorbono bene gli urti, hanno un’ottima aderenza e una buona scorrevolezza.

Alcuni consigli

I composti più morbidi aderiscono bene ad un terreno asciutto, ma si consumano rapidamente. Andare in bicicletta in città richiede una gomma liscia con una resistenza minima. Pedalare con gli pneumatici sporchi o su radici fangose, quando piove, è molto pericoloso. Quando si esce in bici e si affrontano terreni fangosi, si consiglia di utilizzare pneumatici con battistrada profondi in grado di mantenersi puliti grazie al semplice scorrimento della ruota.

In condizioni normali, si usa un solo tipo di battistrada; ma i ciclisti che si trovano in situazioni estreme, come in discesa o in un park bike, portano con sé vari pneumatici e li cambiano in base alle condizioni che trovano.
Quindi, dopo tutto, ognuno deve capire quali sono le proprie esigenze.

Dopo aver letto queste righe nessuno di voi potrà permettersi di andare a fare un giro tra i boschi con delle gomme lisce o da strada. Sarebbe un po’ come presentarsi ad un appuntamento galante con la canotta della vostra squadra di basket preferita. Chiaro il concetto?

Questo sito web utilizza i cookie.

Per maggiori informazioni sul trattamento dei dati personali tramite cookie e sui diritti dell’Utente, si rimanda all’Informativa sul trattamento dei dati personali tramite cookie e altre tecnologie web. Qui di seguito è possibile dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali anche per finalità statistiche e analisi del comportamento dell’Utente.