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“Ballare” sui pedali

Sappiamo tutti che alzarsi dalla sella e “ballare” come Pantani è molto cool, ma cadere dalla bicicletta non lo è affatto! Restare seduti quando si pedala è in realtà il modo più efficace per affrontare una salita. Assicuratevi quindi che la sella sia posizionata correttamente e rimaneteci ben piantati sopra.

Ci sono però alcuni momenti in cui alzarsi dalla sella può rivelarsi utile, ad esempio, quando i quadricipiti iniziano a bruciare dalla stanchezza. Mettendosi in piedi sui pedali, infatti, si riescono a coinvolgere nella pedalata anche tendini e polpacci, dando così una tregua ai muscoli della coscia. Un’altra ragione giustificata per alzarsi dalla sella è la necessità di seminare il gruppo lasciandolo dietro di sé, ma attenzione! Prima bisogna assicurarsi di avere tutta l’energia necessaria!

Faticare di più?

Spingersi al limite sottopone i muscoli a uno stress continuo che porta però a scarsi risultati in termini di resistenza. Dare il massimo e faticare tanto può essere utile per affrontare non più di un paio di chilometri ad una pendenza dell’8%, ma mantenere un’andatura estrema per oltre 20 km porterà il corpo ad arrendersi prima di arrivare al traguardo.

Marco Pantani 1 ° sul palco e Lance Armstrong al 2 ° posto nel podio del Mont Ventoux.

Come fare, quindi, a mantenere una buona prestazione? Basta passare ad una marcia più bassa. Lo fanno anche i professionisti, quindi di sicuro funzionerà anche per voi. Date un occhio al Tweet qui sotto, postato da Shimano poco prima che SKY affrontasse l’impervia montagna Stage 17 de La Vuelta. “In caso di lunghi tratti in salita, è importante usare un cambio più basso e andare di spinning.” Seguite il suo consiglio!

Mantenere una velocità costante

Pedalare in salita non fa solo per quelli fissati con il ciclismo da strada: in realtà è un esercizio ottimale per chiunque voglia rafforzare la propria forma fisica. Dagli acrobati in BMX a chi va pazzo per la discesa in MTB, più si è in forma più si è liberi di concentrarsi sulla tecnica perdendo meno tempo a riprendere fiato. Quindi perché non introdurre qualche salita nel vostro allenamento?

Scatti di velocità seguiti da tempi di recupero stimolano ed esercitano il sistema respiratorio in modo graduale. Alternare le pianure alle salite per soli 20 minuti equivale ad 1 ora di esercizio classico. Così facendo si riuscirà ad avere più tempo libero da dedicare ad altre passioni!

Essere tesi e sentire lo stress

Quando per la prima volta ci si trova di fronte ad una salita con l’intenzione di approcciarla, si può essere facilmente scoraggiati da ciò che si vede. È importante non lasciare che lo stress mentale si trasformi in stress fisico, andando ad irrigidire gli arti. Il modo più rapido per capire se siamo finiti in balia dello stress è controllare le nostre mani: se sono attanagliate al manubrio bisognerà cercare di fare un bel respiro e rilassarle.

Maggiore è l’allenamento fatto al di fuori del ciclismo, più sarà facile mantenersi in forma, assicurando così che la potenza passi dalle gambe ai pedali in modo efficiente. In poche parole: fare molti planks, flessioni e ed esercizi di pilates! Maggiore è la forza e più sarà facile tenere la salita sotto controllo.

Dimenticare di ricaricarsi

Succede a tutti, anche ai migliori. Nel 2017, Froome ha raccontato il suo calvario sul Peyresourde, dove non solo ha perso il posto sul podio, ma ha rischiato di perdere l’intero Tour de France, nonostante facesse parte della squadra più forte e più compatta in gara.

Froome ha descritto cosa si prova “in botta” – ovvero quando di colpo si perde tutta l’energia. “È come oltrepassare un confine: passare dal sentirsi bene a provare un senso di vuoto in un attimo … Ci si sente storditi e deboli, con le gambe che sembrano spaghetti. Ogni pedalata è una sofferenza!”. Dunque, vogliatevi bene e ricordatevi di introdurre tante calorie mangiando bene e bevendo molto.

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