Al termine della sesta tappa del Dauphiné (in italiano Giro del Delfinato) dello scorso aprile, ho intervistato il Dottor Jost Paul-Henri per comprendere meglio il ruolo svolto da un medico durante il Tour de France. “È stata una buona giornata” ha detto, intendendo forse l’assenza di incidenti. L’anestesista di lunga carriera sembra rilassato e contento del fatto che le sue competenze non siano state richieste.

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Assistenza medica

Ogni team in gara al Tour de France ha il proprio staff medico che si prende cura del benessere dei ciclisti. Gli organizzatori dell’iniziativa, l’Amaury Sport Organisation (ASO), mettono anch’essi a disposizione un team medico per tutti i ciclisti partecipanti, pronto a intervenire in caso di necessità, del quale il Dottor Jost Paul-Henri fa parte.

“Sono direttore medico del Dauphiné e vice del responsabile Dottor Florence Pommerie per quanto riguarda il Tour de France”. Quindi, in concreto, di cosa si occupa? “Durante la gara seguiamo semplicemente i ciclisti e in caso d’incidente interveniamo”.

Tutto al proprio posto

Gli eventi traumatici rimangono facilmente impressi nella memoria ma, per fortuna, accadono di rado. Ciò non significa che il team medico possa abbassare la guardia – dev’essere sempre aggiornato sugli sviluppi della gara.

“La parte più difficile del lavoro è individuare i punti migliori dove posizionare ogni ambulanza, decisione che prendiamo in base all’andamento della gara”. In altre parole, Paul-Henri deve fare una continua opera di valutazione, così da posizionare al meglio i veicoli di soccorso evitando d’interrompere o interferire con le dinamiche di gara.

“Cerchiamo di collocarci nella zona più adatta così da avere due veicoli per gruppo”. Quindi, nel caso di un gruppo di corridori in volata e del gruppone  che segue, siete pronti a gestire la situazione? “Sì” risponde Paul-Henri, “cerchiamo di diminuire il più possibile la distanza tra il gruppone e l’ambulanza”.

In medias res

Paul-Henri spiega le diverse esigenze organizzative tra Dauphiné e Tour. “Per il Dauphiné abbiamo un’auto principale e quattro ambulanze, mentre per il Tour abbiamo a disposizione due auto ufficiali, quattro ambulanze e una moto”.

La motocicletta gioca un ruolo fondamentale nel caso i ciclisti si trovino in difficoltà nei tratti Hors Catégorie, dove i veicoli più ingombranti hanno difficoltà a inerpicarsi velocemente. L’incidente di Richie Porte nel 2017 a Chambery ha dimostrato, inoltre, l’importante collaborazione tra l’assistenza medica ASO con il servizio di ambulanza aerea.

La gestione delle criticità

Alla domanda se il team medico viene consultato dall’ASO durante la pianificazione delle singole tappe, Paul-Henri risponde: “Prima del Tour de France siamo coinvolti nelle decisioni riguardanti i passaggi critici. Lavoriamo tutti insieme in sintonia e ci conosciamo molto bene.”

Manuele Mori riceve assistenza medica dopo essere caduto durante la nona tappa del Tour de France 2017.

Per quanto riguarda i rapporti tra lo staff medico dell’ASO e le singole squadre, il medico ha rassicurato: “Andiamo molto d’accordo, il nostro obiettivo è collaborare per fare del nostro meglio con i ciclisti – una sinergia positiva che intratteniamo anche con l’UCI e il team anti-doping. Insieme allo staff medico di squadra parliamo con ogni ciclista, inoltre se ci sono dei problemi con gli atleti siamo a supporto delle diverse squadre mediche. Per fortuna non devono andare spesso in ospedale”.

 

Prossimo articolo della serie Alla famiglia più straordinaria che ci sia: i ciclisti.

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