Mancano ancora diversi mesi alla prima Grande Classica dell’anno, ma non vediamo l’ora che inizi. Ecco perché la redazione di WeLoveCycling ha incontrato Cesare Benedetti e Lukas Pöstlberger (i vincitori a sorpresa della maglia KOM e della maglia rosa nella prima tappa dell’anno scorso) per parlare in dettaglio del Giro d’Italia.

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Cosa pensi dell’inizio di quest’anno in Israele?

Cesare Benedetti: Beh, sarà sicuramente un momento unico nella storia del ciclismo. Le Grandi Classiche spesso iniziano all’estero, ma questa volta la partenza è addirittura fuori dall’Europa!È qualcosa che non avrei potuto immaginare solo alcuni anni fa, ma ora, grazie alla tecnologia, alla sponsorizzazione, alle strutture e ai migliori mezzi di trasporto, tutto può accadere.

Per noi ciclisti, l’incubo logistico è ormai quasi ridotto a zero, a parte il lungo volo tra la 3° e la 4° tappa, quando il Giro ripartirà dalla Sicilia. Non sono mai stato in Israele prima d’ora e non è uno Stato dove andrei di mia iniziativa. Ecco perché il ciclismo mi sta dando l’opportunità di scoprire un nuovo Paese e il luogo dove è nato il cristianesimo.

L’italiano Cesare Benedetti e l’austriaco Lukas Postlberger nella seconda tappa del Giro d’Italia 2017, 221 km da Olbia a Tortoli, sabato 06 maggio 2017.

Da un lato sono molto felice di iniziare la gara lì, ci sarà caldo e sarà diverso da qualsiasi altro posto dove potrebbe esserci la partenza. Dall’altro lato, non posso nascondere che sono un po’ preoccupato per la situazione che troveremo: c’è una guerra che va avanti dagli anni ’70. Mi piace pensare che gli organizzatori e il governo israeliano abbiano preso in considerazione tutte le possibili situazioni di gara e abbiano adottato tutte le misure di sicurezza per prevenire eventuali problemi.

Lukas Pöstlberger: A mio parere ci sono state situazioni simili anche in passato, ad esempio, quando per la partenza è  stata scelta l’Irlanda. Ci fu un grande sforzo per portare tutte le attrezzature lì e poi in Italia. Quindi non dovrebbero esserci problemi, anche perché l’organizzazione del Giro è sempre impeccabile. D’altra parte, sarà sicuramente molto stressante viaggiare, ma noi professionisti siamo abituati.

Dopo Israele, il gruppo viaggerà dal Sud dell’Italia fino alla parte settentrionale del Paese. Cosa dovremmo aspettarci, inizialmente?

Lukas Pöstlberger: Credo che all’inizio ci saranno alcune opportunità per i velocisti e per gli scalatori; penso che la prima vera tappa per chi lotterà per la classifica generale sarà quella che finisce sull’Etna. Sì, sarà davvero eccitante!

Cesare Benedetti: In Sicilia la gara sarà già dura perché non ci sono molti percorsi in piano su quell’isola. E in più la cima della montagna è sul vulcano Etna! Di sicuro i pretendenti al titolo dovranno già essere in prima linea e iniziare a combattere, o almeno a difendersi.

Cesare Benedetti posa durante la presentazione ufficiale del team BORA-Hansgrohe e della maglia a Schiltach, Germania, 7 dicembre 2017.”

Poi ci saranno un paio di occasioni per i velocisti, ma dovranno davvero impegnarsi, perché in quella parte d’Italia le strade vanno sempre su e giù. La squadra Bora-Hansgrohe per il Giro non è ancora stata definita ma, come l’anno scorso con Sam Bennett, avremo un ragazzo veloce e un paio di ragazzi pronti ad aiutarlo a cercare di ottenere buoni risultati negli sprint.

Cosa pensi dei tratti più montuosi? Chi dovremo tenere d’occhio?

Cesare Benedetti: Beh, di sicuro non puoi aspettare le montagne nell’ultima settimana per aspettarti di vincere il Giro. Già nei primi 9 giorni, abbiamo 3 arrivi in vetta. Ciò significa che chi vuole lottare per la classifica generale finale dovrà arrivare alla gara con un’ottima forma fisica (al 95% della propria forma migliore). Perché? Beh, per non perdere tempo prezioso nelle tappe che potrebbero sembrare più facili ma in realtà non lo sono. Il percorso del 2018 mi sembra molto buono: ci sono alcune tappe di montagna molto difficili bilanciate con alcune più facili. Ciò consentirà ai corridori di respirare e riprendersi, e poi combattere ancora più duramente per le tappe di montagna verso la fine. Penso davvero che questo renderà la gara ancora più spettacolare.

Se la squadra mi sceglierà per la gara, sarò davvero entusiasta di scalare il famoso Zoncolan come nelle due precedenti edizioni del Giro. Devo essere onesto, non so quali ciclisti ci saranno e se i capisquadra hanno già detto quale dei tre Grand Tours andranno a correre quest’anno.

Lukas Pöstlberger: Beh, per me le tappe di montagna sono fondamentalmente una grande lotta per la sopravvivenza, dopo aver fatto il mio lavoro. I ragazzi da tenere d’occhio saranno sicuramente Chaves, Nibali e Dumoulin. Ma anche il nostro Formolo proverà a mostrare di cosa è capace. Per quello che ho visto, lui è davvero impressionante!

Lukas conquista la maglia rosa.

Una cosa sicuramente influenzerà il gruppo: tutte le squadre avranno un ragazzo in meno con cui lavorare. Questo cambierà molto le cose, credimi! Non sappiamo ancora in quale direzione, ma avrà un impatto significativo.

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