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La 72a edizione della Vuelta de España si è conclusa con la vittoria di Chris Froome nella classifica individuale, a punti e in quella combinata. Soffermiamoci sui momenti e sugli avvenimenti più interessanti dell’edizione di quest’anno.

Chris Froome difende la maglia rossa

Dopo essersi portato a casa il Tour de France, Chris Froome si è presentato alla Vuelta determinato a vincere entrambi questi grandi titoli in un anno, impresa che non era più riuscita ad alcun ciclista sin dal 1978. E in effetti è partito subito col piede giusto: si è aggiudicato la maglia rossa dopo solo tre tappe e ha continuato ad allungare in testa alla classifica fino a conquistare la vittoria nella nona tappa con uno scatto decisivo negli ultimi 500 metri della salita finale. Nella dodicesima tappa, Froome ha avuto qualche problema alla bici ed è caduto in discesa, regalando secondi preziosi agli avversari. Quattro giorni dopo, tuttavia, ha vinto la sedicesima tappa (crono individuale): la vittoria gli ha fatto guadagnare oltre un minuto nella classifica generale, vantaggio tuttavia subito bruciato nella tappa successiva, una delle peggiori di tutta la sua Vuelta. Chris Froome è riuscito comunque a conquistare la maglia rossa e ad entrare nella storia vincendo due grandi tour nello stesso anno.

L’ultima battaglia di Alberto Contador

AAlberto Contador ha partecipato alla Vuelta sapendo che sarebbe stato l’ultimo grande giro della sua carriera e per questo sperava di chiudere in bellezza con una vittoria. Purtroppo la partenza non è stata delle migliori, e al termine delle prime tappe il ciclista era molto lontano dalle prime dieci posizioni. Tuttavia, Contador non si è arreso: da esperto veterano qual è, ha conquistato l’undicesima tappa entrando nella Top 10 della classifica generale. Questo ha fatto si che diventasse la principale forza trainante della gara per il podio nella settimana finale. La ventesima tappa ha segnato il suo trionfo: Contador è riuscito a recuperare gli avversari in fuga, a superarli e ad aggiudicarsi la vittoria. Purtroppo, ciò non è bastato ad assicurargli il podio: El Pistolero ha chiuso in quinta posizione, ma ha comunque terminato la competizione a testa alta.

Eternamente agradecido a tod@s por vuestro cariño! Eternally grateful to all! #Angliru @treksegafredo

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Le tattiche del team Astana

Il team Astana, vincitore della classifica a squadre, vanta ottimi ciclisti tra le sue fila e ha ottenuto risultati eccellenti nella Vuelta di quest’anno. Tuttavia, la profonda rivalità tra i due migliori ciclisti del team potrebbe essergli costata alcune posizioni nella classifica individuale. Miguel Ángel López ha iniziato la diciottesima tappa in sesta posizione (era quello piazzato meglio tra tutti i suoi compagni di squadra), mentre Fabio Aru era nono. Invece di aiutare il compagno di squadra, Aru è partito all’attacco a 37 km dall’arrivo, ma nel corso dell’ultima salita si è progressivamente spento, concludendo la tappa solo 12 secondi prima del leader. Nel frattempo López non è riuscito a reagire all’attacco degli altri leader e ha perso 21 secondi su Froome. Al termine della diciottesima tappa, i migliori ciclisti del team Astana si sono ritrovati in sesta e in ottava posizione senza più poter competere per un gradino del podio.

Thomas De Gendt: un uomo solo al comando

Con l’avvicinarsi delle tappe finali, la classifica si è fatta sempre più serrata e molti team di punta hanno deciso di concentrarsi sulle squadre rivali, creando così le condizioni ideali perché alcuni ciclisti potessero partire in fuga. I migliori ciclisti di questa specialità, tra i quali spicca sicuramente Thomas De Gendt, ne hanno approfittato! Dopo aver “agguantato” il gruppo di testa formato da quattro corridori che avevano staccato il gruppo nella diciannovesima tappa, De Gendt ha raggiunto Nicolas Roche e ha scelto la posizione ideale da cui partire in vista della volata finale. Il ciclista ha fatto appello a tutta la sua esperienza e ha atteso in agguato fino all’ultimo momento: grazie ad una perfetta gestione dell’accelerazione, si è così aggiudicato la vittoria di tappa. Dopo aver corso oltre 1280 km tra i gruppi di ciclisti in fuga nel Tour de France, gli sforzi di Thomas De Gendt sono stati finalmente ripagati nella Vuelta.

Competizione serrata per la maglia verde

La classifica a punti di questa edizione della Vuelta è stata dominata da tre corridori, le cui sorti si sono decise nello sprint finale. Nel corso della competizione Chris Froome, Vincenzo Nibali e Matteo Trentin hanno tutti indossato la maglia verde, ma nessuno è mai riuscito ad allungare sui rivali; alla vigilia dell’ultima tappa i tre ciclisti avevano rispettivamente 153, 128 e 127 punti. Matteo Trentin si è aggiudicato l’ultima volata della Vuelta de España 2017, ma ciò non è stato sufficiente: Chris Froome ha concluso la tappa in undicesima posizione, assicurandosi la maglia verde per soli due punti.

Matteo Trentin: “Chris Froome mi aveva detto che voleva difendere a tutti i costi la maglia verde. Mi dispiace non essere riuscito a strappargliela, nonostante le mie quattro vittorie di tappa. Ho avuto la meglio su due gruppi di fuggitivi e mi sono aggiudicato due tappe belle toste: posso ritenermi comunque molto soddisfatto”.

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