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Ora che le frodi tecnologiche sono arrivate anche nel mondo del ciclismo, era solo questione di tempo prima che qualcuno decidesse di giocare con questo argomento. Ti presentiamo il sito dopedbikes.com, che offre “il primo motore nascosto per bici al mondo.”

Dopo anni di rumors, il doping meccanico ha preso forma concreta quando, ai Mondiali di Ciclocross U23 del gennaio 2016, è stato trovato un motore all’interno di una Femke Van den Driessche di riserva. La scoperta ha chiaramente scatenato le polemiche, e nei sei mesi successivi un grande numero di ciclisti, manager e organizzatori hanno chiesto che si avviasse un’indagine completa per valutare l’effettiva presenza di motori all’evento. Ma se la comunità ciclistica chiede di porre fine al fenomeno del doping meccanico, i ragazzi di Doped Bikes hanno adottato un approccio ben diverso.


Sostengono, infatti, che il loro prodotto sia l’ideale per ogni esigenza: riesce a darti la spinta necessaria per vincere una corsa su strada, una prova a cronometro o una gara di ciclocross, oppure ti garantisce un posto in cima alla classifica di Strava. Tra i vantaggi elencati nel sito web troviamo che il motore è “leggero”, “sperimentato in gara” e – questa è la migliore – “ti assicura la vittoria”. Non sembra poi così male, vero?

Ovviamente, dopo il giro di vite dell’UCI, nessuno vuole farsi beccare con le mani nel sacco. Non preoccuparti: hanno pensato anche a questo. Nella sezione FAQ, alla voce COSA FACCIO SE SCOPRONO IL MOTORE, trovi questa risposta:

“Non ti scopriranno. Possiamo assicurarti che non avrai nessun problema. Ma se ti scoprono, non far vedere il telecomando. Così potrai dire che non ne sapevi niente e spiegare che la bici l’hai presa in prestito da un amico.”

Il sito web “offre” un solo prodotto con i cavi completamente nascosti.

Ah, la buona vecchia risposta “non sono stato io” quando si è colti in flagrante. Una tattica che non ha una bella reputazione, ma si può comunque presupporre che la loro clientela non sia delle più integre dal punto di vista morale. Dei tre modelli proposti, il Superdiscreto è l’unico senza cavi visibili: se ci chiedi un parere professionale, questa è la nostra scelta…

Scherzi a parte, è importante considerare l’impatto del doping meccanico sullo sport. Per il momento possiamo riderci su, ma ci sono davvero delle persone impegnate a sviluppare una tecnologia sempre più sofisticata in questo settore, oltre ai ciclisti che la usano.

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