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Bartosz Huzarski (Polonia)

Ex professionista. Con oltre 12.000 km percorsi in media all’anno, è tra i corridori più instancabili che possiate incontrare. Non sorprende che sia stato un ciclista professionista con la Bora-Argon 18, mentre è ora a capo della Huzar Bike Academy da lui stesso fondata. Bartosz ha partecipato tre volte al Tour de France e ad alcune gare in Tibet lo hanno preparato al ciclismo in alta quota, in particolare ai cambiamenti atmosferici.

Ha pianificato un rigoroso programma per i 14 giorni precedenti la sfida Catching Breath, inclusi dieta specifica e riposo programmato.


Andrea Schillirò (Italia)

TFotografo freelance milanese, ciclista e amante dei tatuaggi. È specializzato nella fotografia sportiva: il bikepacking e il campeggio sono tra i suoi passatempi preferiti. Sebbene abbia all’attivo molti viaggi in bicicletta e sia un fan del ciclismo su strada, ha confessato di non aver mai affrontato una salita così impegnativa, ma è entusiasta di scoprire come andrà a finire.


Eva Lindskog (Svezia)

Affermata specialista di sport di resistenza. Quando le viene chiesto quale sia la performance più impegnativa mai realizzata dal punto di vista fisico, immediatamente menziona le ultramaratone da 100 miglia, facendole sembrare una sciocchezza. Sebbene ritenga che i limiti della sua resistenza ciclistica non siano ancora stati messi alla prova, Eva ha partecipato a gare con distanze fino a 300 km e ha persino scalato il Monte Ventoux.

Ma ancora una volta nulla di eccezionale, a parte gli oltre 60.000 m di Total Elevation Gain ottenuti su Strava. E a proposito di questo, si sta avvicinando ad un grande traguardo: da quando ha iniziato a pedalare ha caricato sull’applicazione 1800 voci individuali sull’applicazione mobile Strava come QOM. E sì, QOM sta per Queen of the Mountain.


Valenti Sanjuan (Spagna)

La sua descrizione del profilo Strava è “Ironman, Superman e Batman. Sto scherzando.” Potrebbe sembrare una frase un po’ presuntuosa, ma basta guardare i suoi punteggi e chiedergli quali sono le più grandi sfide che ha affrontato a livello fisico fino ad oggi. Valenti cita casualmente 55 ore di mountain bike senza sosta e senza dormire da Madrid a Lisbona (770 km), e 5 gare Ironman in 5 giorni consecutivi: e se questo non sembra una follia, sappiate che le ha affrontate UN SOLO GIORNO dopo aver completato la Titan Desert, una gara che consiste in 600 estenuanti chilometri nel deserto del Sahara.

E se questo non vi fa restare a bocca aperta, ci penserà la partecipazione alla Leyenda Del Dorado in Colombia, l’evento MTB della durata di 7 giorni con 16.000 m di arrampicata, a completare l’opera.

Prossimo articolo della serie Catching Breath

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