Londra: la peggiore città per andare in bicicletta?

Oltre alle tanto amate città bike-friendly come Copenhagen o Amsterdam, esistono anche le famigerate metropoli, capaci di incutere timore anche nei ciclisti più audaci. Tra le città più terrificanti d’Europa, viene spesso menzionata Londra.

Numeri allarmanti

Che ci crediate o no, una cosa è certa: il numero dei ciclisti londinesi è in crescita. Attratti dal successo del Team Sky, negli ultimi anni i londinesi si sono dati al ciclismo in numeri da record. A essere precisi, dal 1994 il numero di spostamenti quotidiani in bicicletta è passato da 270.000 a 580.000. Nonostante l’aumento, il numero di incidenti gravi sembra oscillare; se prima era in calo, adesso sembra di nuovo in crescita. Nel 2013, sono rimasti gravementi feriti circa 475 ciclisti sulle strade di Londra, tra cui 14 decessi. Nel 2014, sono stati coinvolti in incidenti mortali altri 13 ciclisti.

Da quanto abbiamo scoperto, la maggior parte dei ciclisti percepisce la città come poco sicura per girare in bicicletta. Per di più, un’ondata di incidenti mortali ha scatenato proteste accese, sollecitando le autorità politiche, le organizzazioni ciclistiche e i media a promuovere rapidi miglioramenti delle condizioni di sicurezza per gli amanti delle due ruote.

E se li tenessimo separati?

Il famoso avventuriero e presentatore televisivo Ben Fogle ha dichiarato all’Independent Daily che andare in bici nella capitale dell’Inghilterra sarebbe “diventato troppo pericoloso”. Ha corso la Marathon des Sables ed è arrivato a piedi al Polo Sud, ma quello che più lo spaventa è andare in bici per le strade di Londra. Fogle ritiene che sarebbe opportune separare i conducenti dai ciclisti. Come tanti altri, vorrebbe che le automobili fossero bandite dal centro di Londra e non vede l’ora che sia inaugurata la nuova superstrada ciclabile.

Protesta dei tassisti

A Londra si sta già costruendo la superstrada ciclabile est-ovest. Ma il progetto non è stato ben accolto da tutti: i tassisti londinesi hanno addirittura presentato una mozione alla Corte Suprema nel tentativo di interrompere il cantiere. La Licensed Taxi Driver Association dichiara che la nuova pista ciclabile separata stia causando gravi disagi al traffico della captiale. Gli autisti sostengono che la superstrada provocherà ingorghi e costringerà centinaia di veicoli a proseguire a passo d’uomo, intossicando tutti con l’aumento dello smog. Difficile da dire chi abbia ragione. Ma per ora una cosa è certa: qualcosa deve cambiare prima che sia troppo tardi.

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